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Testo del canto 39 (XXXIX) del poema Orlando Furioso

60
Poi disse, come già disse Sileno
a quei che lo legar nel cavo speco:
<I>Solvite me,</I> con viso sì sereno,
con guardo sì men de l’usato bieco,
che fu slegato; e de’ panni ch’avieno
fatti arrecar participaron seco,
consolandolo tutti del dolore,
che lo premea, di quel passato errore.

61
Poi che fu all’esser primo ritornato
Orlando più che mai saggio e virile,
d’amor si trovò insieme liberato;
sì che colei, che sì bella e gentile
gli parve dianzi, e ch’avea tanto amato,
non stima più se non per cosa vile.
Ogni suo studio, ogni disio rivolse
a racquistar quanto già amor gli tolse.

62
Narrò Bardino intanto a Brandimarte,
che morto era il suo padre Monodante;
e che a chiamarlo al regno egli da parte
veniva prima del fratel Gigliante,
poi de le genti ch’abitan le sparte
isole in mare, e l’ultime in Levante;
di che non era un altro regno al mondo
sì ricco, populoso, o sì giocondo.

63
Disse, tra più ragion che dovea farlo,
che dolce cosa era la patria; e quando
si disponesse di voler gustarlo,
avria poi sempre in odio andare errando.
Brandimarte rispose voler Carlo
servir per tutta questa guerra e Orlando;
e se potea vederne il fin, che poi
penseria meglio sopra i casi suoi.

64
Il dì seguente la sua armata spinse
verso Provenza il figlio del Danese.
Indi Orlando col duca si ristrinse,
ed in che stato era la guerra, intese:
tutta Biserta poi d’assedio cinse,
dando però l’onore al duca inglese
d’ogni vittoria; ma quel duca il tutto
facea, come dal conte venìa istrutto.

65
Ch’ordine abbian tra lor, come s’assaglia
la gran Biserta, e da che lato e quando,
come fu presa alla prima battaglia,
chi ne l’onor parte ebbe con Orlando,
s’io non vi séguito ora, non vi caglia;
ch’io non me ne vo molto dilungando.
In questo mezzo di saper vi piaccia,
come dai Franchi i Mori hanno la caccia.

66
Fu quasi il re Agramante abbandonato
nel pericol maggior di quella guerra;
che con molti pagani era tornato
Marsilio e ‘l re Sobrin dentro alla terra,
poi su l’armata è questo e quel montato,
che dubbio avean di non salvarsi in terra;
e duci e cavallier del popul Moro
molti seguito avean l’esempio loro.

67
Pure Agramante la pugna sostiene;
e quando finalmente più non puote,
volta le spalle, e la via dritta tiene
alle porte non troppo indi remote.
Rabican dietro in gran fretta gli viene,
che Bradamante stimola e percuote:
d’ucciderlo era disiosa molto;
che tante volte il suo Ruggier le ha tolto.

68
Il medesmo desir Marfisa avea,
per far del padre suo tarda vendetta;
e con gli sproni, quanto più potea,
facea il destrier sentir ch’ella avea fretta.
Ma né l’una né l’altra vi giungea
sì a tempo, che la via fosse intercetta
al re d’entrar ne la città serrata,
ed indi poi salvarsi in su l’armata.

69
Come due belle e generose parde
che fuor del lascio sien di pari uscite,
poscia ch’i cervi o le capre gagliarde
indarno aver si veggano seguite,
vergognandosi quasi, che fur tarde,
sdegnose se ne tornano e pentite;
così tornar le due donzelle, quando
videro il pagan salvo, sospirando.

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