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Riassunto canto 45 (XLV) del poema Orlando Furioso

Viene dato il via al combattimento e Bradamante subito assale l’avversario, credendolo Leone e non certo Ruggiero. La donna tempesta di colpi il cavaliere ma non può nulla contro la sua armatura invulnerabile, appartenuta in precedenza ad Ettore. Ruggiero pensa invece solo a difendersi, cercando di ferirla il meno possibile.
La giornata sta ormai per volgere al termine e Bradamante perde ogni speranza di riuscire a sconfiggere il cavaliere avversario, così da poterne rifiutare la proposta di matrimonio. Svanisce la speranza ed aumenta allo stesso tempo l’ira e la forza dei colpi portati a segno, ma giunge infine la sera ed il combattimento viene interrotto.
Leone ha ottenuto Bradamante in sposa.

Ruggiero non si toglie l’elmo e torna subito all’accampamento del figlio di Costantino. Leone lo abbraccia e bacia e gli promette eterna riconoscenza. Il cavaliere soffre però d’amore e non riesce a trattenersi troppo; riprende subito le proprie armi, sale in sella al suo Frontino e si lascia condurre dal cavallo ovunque questo lo voglia.
Ruggiero passa tutta la notte piangendo e vede la morte come unica cura per il suo dolore. Il cavaliere capisce di essere unica causa del proprio male e per questo sa che per vendicarsi deve prendersela solo contro sé stesso. Ma soprattutto non vuole lasciare senza vendetta l’amata Bradamante, alla quale ha arrecato un eguale danno.
La mattina seguente Ruggiero giunge in un luogo selvaggio ed isolato, e lo reputa adatto come luogo per la sua morte segreta. Il cavaliere ringrazia Frontino, lo lascia libero e si inoltra poi a piedi nel fitto bosco con l’intenzione di lasciarsi morire.

Tornando a Parigi, Bradamante sa di non potersi opporre al matrimonio con Leone, si dispera ed è decisa anche lei a togliersi la vita, se ogni altro tentativo di liberarsi dal vincolo dovesse fallire.
La donna si stupisce del fatto che il suo amato Ruggiero non sia stato informato del bando e non sia quindi subito corso a Parigi per sfidarla. Teme così che l’amato sia stato fatto prigioniero, magari dallo stesso Leone con l’obiettivo di eliminare ogni possibile rivale.

Il mattino dopo Marfisa si presenta di fronte a Carlo dicendo di non poter tollerare che a suo fratello Ruggiero venga tolta la sposa, e dichiara quindi di essere pronta a sostenere con la spada la sua causa. La donna si dice anche disposta a impugnare la spada contro Bradamante, dovesse questa negare di essersi già promessa al cavaliere. Il re fa subito chiamare Bradamante e lei non nega né conferma le parole di Marfisa, facendo quindi facilmente intendere che la promessa fosse vera.
Orlando e Rinaldo si felicitano per la muta confessione della donna, perché sanno che ogni impegno preso con Leone non ha più alcun valore. Amone vuole però sapere se la promessa era stata fatto prima o dopo che il cavaliere pagano aveva ricevuto il battesimo, nel primo caso, dice, non ha in pratica alcun valore.
Inizia una contesa verbale che in breve tempo impegna tutta la Francia.

Marfisa propone infine di lasciare che la questione venga decisa dal duello tra Leone e Ruggiero. Il figlio dell’imperatore accetta subito la proposta, credendo che il suo valoroso cavaliere non avrebbe avuto alcuna difficoltà a sconfiggere anche quel Ruggiero. Leone non sa però che il suo cavaliere e Ruggiero sono la stessa persona, e nemmeno che l’uomo si è allontanato molto da Parigi ed non è quindi reperibile.
Il giovane manda a cercare il cavaliere in ogni luogo ed infine parte egli stesso con l’intenzione di ritrovarlo.

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