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CANDELORA di Luigi Pirandello | Testo

Cerca di sollevarla, e non ci riesce, perché la poverina s’è indurita nello spasimo. Ma non le dice poverina, lui: – Bambina… bambina… – perché gli pare un po’ buffo il fatto che abbia bevuto la tintura di jodio. – Bambina… – le ripete, e la chiama anche scioccherella sua… E cerca di tirar la veste azzurra, labile, su quella coscia scoperta che l’offende; e torce gli occhi per non vederle la bocca così tutta nera… La vesticciuola si lacera allo strappo della sua mano convulsa e scopre di più la coscia.
È solo nella villa. Loretta ritornata quella mattina dai bagni di mare, prima di partire volle licenziare le donne di servizio. Nessuno dunque può ajutarlo a sollevarla da terra; nessuno può correre a chiamare una vettura per farla trasportare a un ospedale per un pronto soccorso. Ma per fortuna, ecco dalla via la tromba dell’automobile di Chico, il barone. E, poco dopo, Chico appare, sbalordito, con la faccia gialla di vecchio ebete sul corpo giovanile, sperticato, elegantissimamente vestito.
– Oh! e che è?
Senza volerlo, sporge l’occhio con la caramella, a fissar quella coscia scoperta.
– Ajutami a sollevarla, perdio! – gli grida Nane, esasperato dagli inutili sforzi.
Ma appena la sollevano, dalla mano rimasta schiacciata sotto il fianco casca a terra una rivoltella, e lì, dov’era il fianco, si scopre una chiazza di sangue.
– Ah! ah! – geme allora Nane, trasportandola con Chico verso la camera da letto.
Non è indurita dallo spasimo, Loretta, ma dalla morte. Nane Papa, come impazzito, appena disteso il cadavere sul letto, grida a Chico:
– Chi era ai bagni con voi? dimmi chi era ai bagni con voi quest’estate!
Chico, smarrito fa alcuni nomi.
– Ah, perdio! – esclama allora Nane, feroce, venendogli addosso, afferrandolo per il petto e scrollandolo tutto. – Ma è possibile che dobbiate essere tutti quanti così stupidi, voialtri che avete un po’ di quattrini?
– Così stupidi? noi? – fa Chico, piú che mai imbalordito, rinculando a ogni scrollone.
– Ma sì! ma sì! ma sì! – seguita a inveire Nane Papa. – Cosi stupidi da far nascere la voglia a questa poverina d’essere amata da me! Capisci? Da me! da me! Amata da me!
E rompe in un pianto disperato abbattendosi sul cadavere di Loretta.

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