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Parafrasi canto 16 (XVI) del Paradiso di Dante

Sopra la porta di San Pietro, che ora è gravata
dal peso dello stemma di una nuova e vile famiglia,
tanto che presto la città ne sarà rovinata,

abitavano i Ravignani, dai quali ha origine
il conte Guido e tutti coloro
che hanno preso poi il nome dell’illustre Bellicion Berti.

Quelli della Pressa sapevano già come
si deve governare una città, ed i Galigai avevano già esposto
nella loro casa l’elsa ed il pomo dorati, insegne dei cavalieri.

Grande era lo stemma dei Pigli (striscia di pelliccia),
dei Sacchetti, dei Giouchi, dei Fifanti e dei Barucci
e dei Galli e di quelli, i Chiaramontesi, che ancora arrossiscono per la truffa del sale.

La famiglia da cui nacque la stirpe dei Calfucci
era già allora potente, e già
i Sizii e gli Arrigucci ricoprivano le più alte cariche politiche.

Come erano potenti ai miei tempi gli Uberti, ora
distrutti dalla loro stessa superbia! E le palle d’oro su campo
azzurro, stemma dei Lamberti, decoravano Firenze in ogni grande occasione.

Così facevano gli antenati dei Visdomini e dei Tosinghi, padri
di coloro che oggi, ogni qual volta la vostra diocesi è vacante,
si arricchiscono sedendo all’assemblea degli ecclesiastici.

La prepotente famiglia degli Adimari, che si inferocisce come
un drago contro chi fugge, mentre verso chi la minaccia
o la corrompe si mostra docile come un agnello,

era già ascesa al potere, ma aveva però umili origini;
tanto che ad Ubertino Donati non piacque
che suo suocero, Bellincione Berti, si imparentasse con loro (dando in sposa una sua figlia).

I Caponsacchi erano già scesi da Fiesole per abitare
nei pressi del Mercato Vecchio, e già erano
degli onorevoli cittadini i Giuda e gli Infangato.

Ti dirò una cosa incredibile ma vera:
nella piccola cerchia di mura si entrava attraverso una porta
che prendeva il proprio nome dalla famiglia della Pera.

Ogni famiglia che porta nel proprio stemma il simbolo
del barone Ugo il Grande, la cui fama ed il cui prestigio
vengono celebrati in occasione della festa di San Tommaso,

ricevettero da lui la dignità cavalleresca ed il privilegio dello
stemma; sebbene si sia oggi alleato con il popolo colui,
Giano della Bella, che adorna quello stemma con una fascia d’ora.

Già erano importanti i Gualtierotti e gli Importuni;
ed il Borgo dei Santi Apostoli sarebbe più tranquillo
se non avesse più avuto nuovi vicini.

La casa degli Amedei che diede origine al vostro pianto,
per il giusto sdegno che li spinse a vendicarsi del torto subito
e pose così fine al vostro lieto vivere, dando inizio alle lotte interne,

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