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Parafrasi COMPLETA canto 34 (XXXIV) del poema Orlando Furioso

30
Usai queste parole ed altre simili,
avendo capito quanto potere avevo nei suoi confronti;
e lo resi la persona più pentita, tanto che mai
si sarebbe potuto trovare un eremita più pentito di lui.
Mi cadde ai piedi, e mi supplicò intensamente
peché, con il coltello che si era tolto dal fianco
(e cercava in ogni modo di farmelo prendere),
mi vendicassi di quel suo grave errore.

31
Vedendolo in questa condizione, io intendo
approfittare sino in fondo di quella grande vittoria personale:
gli do speranza di poter essere ancora degno
di godere della mia persona,
se, ponendo rimedio al suo errore, l’antico regno
farà restituire a mio padre;
e contemporaneamente sarà disposto a rinconquistarmi
servendomi, amandomi, e mai più volendo agire per mezzo delle armi.

32
Alceste mi promise di agire come da me richiesto, e nella rocca
mi fece tornare illesa, così come a lui ero giunta,
senza nemmeno osare di baciarmi sulla bocca:
vedi dunque come gli tenni stretto il giogo intorno al collo;
vedi dunque come Amore l’abbia colpito per mezzo mio,
come non è necessario che scocchi altre frecce per colpirlo.
Andò il cavaliere dal re di Armenia, al quale l’antico regno
avrebbe dovuto andare in consegna stando ai patti:

33
e con i modi migliori che era in grado di usare,
lo prega affinché lasci a mio padre il regno,
le cui terre ha depredato e lasciato vuote,
e torni a godere la propria patria, l’antica Armenia.
Quel re, con entrambe le guance scaldate dall’ira,
disse ad Alceste che non ci pensasse nemmeno;
che non aveva intenzione di ritirarsi da quella guerra,
fintanto che mio padre era ancora in possesso di un palmo di terra.

34
E per il fatto che Alceste si stava esprimendo
alla pari di una vile donzella, avevano avuto un danno.
Il re non vuole perdere, per le preghiere di Alceste,
ciò che con tanta fatica aveva conquistato in un intero anno.
Alceste lo prega di nuovo, e poi si duole
del fatto che le preghiere non hanno effetto su di lui.
In ultimo si arrabbia e lo minaccia
di volere che lui faccia, per forza o per amore, ciò che lui gli chiede.

35
L’ira crebbe tanto che lo spinse
a passare dalle cattive parole ai peggiori fatti.
Alceste impugnò la spada contro il re,
fra mille cavalieri che si erano fatti avanti in suo aiuto,
e nonostante il loro intervento, lo uccise sul posto:
e quello stesso giorno sconfisse gli Armeni,
con l’aiuto dei cavalieri della Cilicia e della Tracia,
pagati da Alceste stesso, e di altri suoi seguaci.

35
Andò oltre quelle vittoria, a sue spese,
senza nessun spreco di denaro da parte di mio padre,
ed in meno di un mese ci rese tutto il regno.
Poi, per ricompensarci del grave danno,
oltre alle terre spoglie che ci diede, conquistò anche
in parte, e ponendo in parte un pesante tributo,
l’Armenia e la Capadocia, con noi confinanti,
e fece scorrerie per l’Ircania fino al confine del mare.

37
Invece di accoglierlo in trionfo, al suo ritorno
pensammo di ucciderlo.
Ci trattenemmo poi dall’intento, per non ricevere danno;
poiché lo vediamo troppo forte con gli amici che lo circondavano.
Fingo di amarlo, ed in più, di giorno in giorno,
gli do la speranza di poter divenire sua sposa;
ma prima, contro altri nostri nemici,
dico di volere che dia dimostrazione del suo valore.

38
A volte da solo, a volte con poca gente al seguito,
lo mando a compiere strane e pericolose imprese,
che avrebbero potuto causare la morte, facilmente, di mille cavalieri:
ma a lui invece riuscirono tutte bene;
perché tornò sempre vittorioso, e spesso dovette
combattere con persone orribili e mostruose,
contro i Giganti e contro i cannibali Lestrigoni,
che erano pericolosi per le nostre regioni.

39
Non lo fu mai dal fratellastro Euristeo, non fu mai
Ercole tanto messo alla prova neanche dalla matrigna Giunone
in Lerna, in Nemea, in Tracia, in Erimanto,
fino alle valli dell’Etolia, alle valli Numide,
sul Tevere, sul fiume Ebro ed in ogni altro luogo; quanto,
con infinite preghiere e con desiderio omicida,
fu sottoposto ad imprese colui che mi amava,
cercando sempre di togliermelo di torno.

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