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Parafrasi COMPLETA canto 34 (XXXIV) del poema Orlando Furioso

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Quanto dura uno dei batuffoli, tanto dura,
non un momento in più, la vita umana ad esso associata.
Controllano questo posto sia la Morte che la Natura,
per sapere l’ora in cui un uomo dovrà morire.
La seconda Parca ha molta cura nello scegliere i filati più belli,
perchè verranno poi utilizzati per tessere l’ornamento
del Paradiso; e con i fili più brutti
si fanno invece severi legacci per i dannati.”

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I nomi di tutti i batuffoli che erano già stato messi
sull’aspo, e scelti per essere impiegati per i diversi lavori,
venivano impressi su piccole piastre,
alcune di ferro, altre d’argento o d’oro:
venivano poi accantonati a formare cumuli compatti,
di quei batuffoli alicuni, senza mai riposarsi,
ne portava via continuamente, senza farsi mai vedere stanco,
un vecchio, il Tempo, per poi ritornare sempre e prenderne ancora.

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Era quel vecchio tanto spedito e veloce,
che sembrava fosse nato per correre;
e da quel cumulo il lembo del proprio mantello
portava pieno delle piastre, sulle quali erano segnati i nomi dei proprietari.
Dove si recava e perché facesse quel lavoro
vi sarà raccontato nel prossimo canto,
se mostrerete di averne piacere
con quel benevolo ascolto che siete solito offrire.

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