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Parafrasi canto 41 (XLI) del poema Orlando Furioso

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Spera, riuscendolo a tenere abbastanza lontano da sé,
di togliersi in poco tempo da quella brutta situazione.
Lo vede tutto bagnato e ricoperto di sangue,
che ne versa in quantità sulla sabbia,
e gli sembra che basti poco per farlo rimanere senza forze:
è talmente debole che a fatica si tiene in piedi.
Oliviero tenta più volte di rimettersi in piedi,
senza però riuscire a togliersi di dosso il cavallo.

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Brandimarte ha iniziato intanto a duellare con Agramante,
tempestandolo di colpi da tutte le parti:
ora gli è di fianco con il suo Frontino, ora davanti,
con quel Frontino che gira come un tornio.
Ha un buon cavallo Brandimarte, figlio di Monodante;
ma non ne ha uno peggiore Agramante, re del Sud:
cavalca Brigliadoro, che gli donò Ruggiero
dopo averlo tolto al superbo Mandricardo.

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Agramante ha certamente un vantaggio nell’armatura;
è lo dimostra il fatto che è ancora intatta e perfetta.
Brandimarte la sua la scelse a caso, quella
che riuscì a recuperare in fretta per quella battaglia:
ma il suo coraggio lo rende tanto sicuro,
che si aspetta di cambiarla a brave con una migliore;
anche se il re africano con un duro colpo
gli aveva fatto sanguinare la spalla destra;

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e abbia rimediato anche nel fianco ad opera di Gradasso
una ferita che non poteva essere presa alla leggera.
Tanto ha atteso il momento giusto il valoroso guerriero,
che infine trovò il modo di affondare la sua spada.
Spezzò lo scudo e ferì il braccio sinistro dell’avversario,
e poi lo colpi anche leggermente alla mano destra.
Ma questo può ben sembrare uno scherzo ed uno spasso
in confronto a quello che facevano Orlando e re Gradasso.

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Gradasso ha mezzo disarmato il paladino Orlando;
gli ha rotto la punta ed i lati dell’elmo,
e gli ha fatto cadere lo scudo nell’erba, gli
ha aperto maglia e corazza al di sotto dello scudo:
non l’ha però certo ferito visto che era incantato.
Ma il paladino ha ridotto peggio il suo avversario:
in faccia, alla gola, in mezzo al petto
lo ha ferito, oltre a quello che già vi ho detto.

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Gradasso, disperato, che si vede
tutto bagnato ed imbrattato dal proprio sangue,
mentre Orlando da capo a piedi
è ancora asciutto e sta continuando a menare colpi;
alza sopra di sé la spada con due mani, e crede bene
di lacerargli la testa, il petto, il ventre e tutto il resto;
e quindi, come vuole, sopra la fronte
colpisce in pieno il valoroso conte.

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Se ci fosse stato un altro al posto di Orlando,
l’avrebbe fatto, l’avrebbe proprio diviso in due
fino alla sella; ma, come se l’avesse preso di piatto,
la spada ritorno indietro pulita e splendente.
Intontito per la gran botta ricevuta, Orlando
vide più di una stella, sebbene guardasse a terra:
lasciò la briglia ed avrebbe anche lasciato la spada;
ma per fortuna era legata al suo braccio con una catena.

97
Il suono prodotto da quel tremendo colpo spaventò
talmente il cavallo che portava Orlando sul dorso,
così che scappando, correndo per quella costa polverosa,
potè mostrare a tutti quanto fosse veloce nella corsa.
Il conte, rimasto tramortito dal colpo subito,
non ha forza sufficiente per trattenergli il morso.
Gradasso lo insegue, e lo avrebbe anche presto raggiunto,
se solo avesse spronato un poco di più Baiardo.

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Ma nel guardarsi intorno, vide il re Agramante
in una situazione di estremo pericolo:
poiché Brandimarte, il figlio di Monodante, all’elmo
lo ha colpito con il braccio sinistro;
glielo ha già slacciato davanti e cerca
un nuovo modo per ferirlo con il pugnale:
re Agramante non può riuscire ad opporre molta difesa
perché anche la spada gli è stata tolta di mano.

99
Gradasso torna indietro, non segue più Orlando,
ma corre verso il luogo dove si trova re Agramante.
L’incauto Brandimarte, non credendo possibile
che Orlando possa farsi scappare Gradasso, non gli
fa caso né con gli occhi né con il pensiero, essendo
preso da voler piantare il coltello nella gola del pagano.
Giunge infine Gradasso e con tutta la sua forza
tenendo la spada con due mani gli colpisce l’elmo.

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