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Parafrasi canto 28 (XXVIII) del Paradiso di Dante

E io a lei: “Se il mondo intero rispecchiasse
l’ordine che io vedo in quei cerchi rotanti,
ciò che mi è stato proposto come spiegazione mi sazierebbe;

ma nel mondo terreno accade il contrario, è possibile vedere
che i cieli, quanto più sono lontani dalla terra,
tanto più velocemente si muovono.

Per cui se il mio desiderio di sapere deve essere saziato
in questo Primo Mobile, tempio degli angeli
che ha per confine l’Empireo, fatto di luce e di amore,

è necessario che mi sia chiarito come mai l’ordine che governa la Terra
non è perfettamente conforme all’ordine dei cieli,
poiché io da solo non sono capace di trovare una spiegazione”.

“Non ti devi meravigliare se con le tue dita
non riesci a sciogliere questo nodo,
esso è tanto stretto per il fatto che nessuno ha mai provato ad affrontarlo!”

Così disse Beatrice; e poi continuò: “se vuoi saziare
il tuo dubbio, accogli ciò che io ti dirò;
e poi rifletti su ciò che ti ho detto con attenzione.

I cieli sono vasti più o meno in proporzione
a seconda della maggiore o minore virtù
che si trasmette in ogni loro parte.

La bontà che discende da Dio, quanto è più grande, tanto mira ad estendere il suo influsso;
un corpo, quanto è più grande, se esso ha le sue parti ugualmente disposte,
tanto più può contenere in sé una quantità maggiore di influssi salutari.

Dunque il Primo Mobile che rapisce con se nel suo movimento tutto
il resto dell’universo, corrisponde al cerchio più vicino
a Dio, che più dispensa amore e più ha sapienza.

Per cui, se tu applichi la virtù come unità di misura,
e non la dimensione delle sfere circolari
in cui vedi dimorare le gerarchie angeliche,

noterai la mirabile proporzione tra ciascun cielo e l’intelligenza
che vi esercita la propria virtù, così che al cielo più grande
corrisponde una maggiore intensità di virtù e al più piccolo una minore”.

Come l’aria rimane luminosa e chiara,
quando il vento di Borea
soffia più temperato da nord-ovest

per cui elimina e caccia via la nebbia
che prima la velava, così che il cielo si mostra ora ridente
in tutta la sua bellezza, liberato da ogni plaga;

così feci io, dopo che Beatrice, la mia guida,
mi elargì il beneficio di una sua chiara risposta,
e vidi la verità risplendere in cielo come una stella.

E dopo che le sue parole del discorso finirono
le sfere angeliche iniziarono a sfavillare
come ferro incandescente.

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