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Parafrasi canto 2 (II) dell’Inferno di Dante

Non senti la tristezza del suo pianto,
non vedi che la morte spirituale lo minaccia
con un impeto tanto travolgente che nemmeno le burrasche del mare possono eguagliarlo?”

Al mondo non ci furono mai persone tanto leste
a fare il proprio interesse o ad evitare un pericolo,
come lo fui io dopo che quelle parole furono pronunciate,

Venni qua giù da te abbandonando il mio beato stallo,
avendo fiducia nel tuo modo giusto di parlare, bello ed efficace,
che da onore a te ed a coloro che ebbero l’onore di ascoltarlo.”

Dopo che Beatrice mi ebbe detto questo,
mi lasciò con occhi lucidi per le lacrime,
e perciò mi fece venire da te ancora più rapidamente.

Giunsi quindi da te così come ella volle:
ti liberai dalla presenza di quella belva, dalla lupa,
che ti impedì di procedere verso la cima del monte lungo la strada più corta.

Dunque: cos’è che ti spaventa? Perché, perché esiti a seguirmi,
perché nutri tanta codardia nel tuo cuore,
perché non mostri invece coraggio e sicurezza,

dopo che queste tre donne benedette
si preoccupano e si prendono cura di te nella corte del paradiso,
e le mie parole ti promettono di poter ottenere un bene tanto prezioso?”

Come i fiorellini di campo a causa del gelo notturno
stanno chiusi e chini, ma dopo che il sole li illumina
tornano in vita aprendo i propri petali e drizzandosi sul loro stelo,

allo stesso modo feci io riprendendomi dal momento di sconforto,
e arrivò al mio cuore un coraggio tanto efficace,
che cominciai a dire, da persona sicura di sé:

“Oh misericordiosa Beatrice, venuta in mio aiuto!
E tu Virgilio tanto gentile da aver ubbidito subito
alla tanto efficaci parole che ti disse!

Mi hai tanto riempito il cuore,
con le tue parole, del desiderio di seguirti,
che io tornato a credere alla mia prima convinzione.

Procedi quindi oltre, poiché ora ci unisce la stessa volontà:
sarai la mia guida, il mio signore ed il mio maestro.”
Dissi queste parole; e dopo che ebbe ripreso il cammino,

mi inoltrai con lui per la strada aspra e selvaggia dell’inferno.

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