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Testo del canto 36 (XXXVI) del poema Orlando Furioso

80
Ruggiero accortamente le rispose
che da principio questo far dovea;
ma per non bene aver note le cose,
come ebbe poi, tardato troppo avea.
Ora, essendo Agramante che gli pose
la spada al fianco, farebbe opra rea
dandogli morte, e saria traditore;
che già tolto l’avea per suo signore.

81
Ben, come a Bradamante già promesse,
promettea a lei di tentare ogni via,
tanto ch’occasione, onde potesse
levarsi con suo onor, nascer faria.
E se già fatto non l’avea, non desse
la colpa a lui, m’al re di Tartaria,
dal qual ne la battaglia che seco ebbe,
lasciato fu, come saper si debbe.

82
Ed ella ch’ogni dì gli venìa al letto,
buon testimon, quanto alcun altro, n’era.
Fu sopra questo assai risposto e detto
da l’una e da l’altra inclita guerriera.
L’ultima conclusion, l’ultimo effetto
è che Ruggier ritorni alla bandiera
del suo signor, fin che cagion gli accada,
che giustamente a Carlo se ne vada.

83
– Lascialo pur andar (dicea Marfisa
a Bradamante), e non aver timore:
fra pochi giorni io farò bene in guisa
che non gli fia Agramante più signore. –
Così dice ella, né però devisa
quanto di voler fare abbia nel core.
Tolta da lor licenza, al fin Ruggiero
per tornare al suo re volgea il destriero;

84
quando un pianto s’udì da le vicine
valli sonar, che li fe’ tutti attenti.
A quella voce fan l’orecchie chine,
che di femina par che si lamenti.
Ma voglio questo canto abbia qui fine,
e di quel che voglio io, siate contenti;
che miglior cose vi prometto dire,
s’all’altro canto mi verrete a udire.

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