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Testo del canto 29 (XXIX) del poema Orlando Furioso

10
E così di disporre a poco a poco
a’ suoi piaceri Issabella credea.
Ella, che in sì solingo e strano loco,
qual topo in piede al gatto si vedea,
vorria trovarsi inanzi in mezzo il fuoco;
e seco tuttavolta rivolgea
s’alcun partito, alcuna via fosse atta
a trarla quindi immaculata e intatta.

11
Fa ne l’animo suo proponimento
di darsi con sua man prima la morte,
che ‘l barbaro crudel n’abbia il suo intento,
e che le sia cagion d’errar sì forte
contra quel cavallier ch’in braccio spento
l’avea crudele e dispietata sorte;
a cui fatto have col pensier devoto
de la sua castità perpetuo voto.

12
Crescer più sempre l’appetito cieco
vede del re pagan, né sa che farsi.
Ben sa che vuol venire all’atto bieco,
ove i contrasti suoi tutti fien scarsi.
Pur discorrendo molte cose seco,
il modo trovò al fin di ripararsi,
e di salvar la castità sua, come
io vi dirò, con lungo e chiaro nome.

13
Al brutto Saracin, che le venìa
già contra con parole e con effetti
privi di tutta quella cortesia
che mostrata le avea ne’ primi detti:
– Se fate che con voi sicura io sia
del mio onor (disse) e ch’io non ne sospetti,
cosa all’incontro vi darò, che molto
più vi varrà, ch’avermi l’onor tolto.

14
Per un piacer di sì poco momento,
di che n’ha sì abondanza tutto ‘l mondo,
non disprezzate un perpetuo contento,
un vero gaudio a nullo altro secondo.
Potrete tuttavia ritrovar cento
e mille donne di viso giocondo;
ma chi vi possa dar questo mio dono,
nessuno al mondo, o pochi altri ci sono.

15
Ho notizia d’un’erba, e l’ho veduta
venendo, e so dove trovarne appresso,
che bollita con elera e con ruta
ad un fuoco di legna di cipresso,
e fra mano innocenti indi premuta,
manda un liquor, che, chi si bagna d’esso
tre volte il corpo, in tal modo l’indura,
che dal ferro e dal fuoco l’assicura.

16
Io dico, se tre volte se n’immolla,
un mese invulnerabile si trova.
Oprar conviensi ogni mese l’ampolla;
che sua virtù più termine non giova.
Io so far l’acqua, ed oggi ancor farolla,
ed oggi ancor voi ne vedrete prova:
e vi può, s’io non fallo, esser più grata,
che d’aver tutta Europa oggi acquistata.

17
Da voi domando in guiderdon di questo,
che su la fede vostra mi giuriate
che né in detto né in opera molesto
mai più sarete alla mia castitate. –
Così dicendo, Rodomonte onesto
fe’ ritornar; ch’in tanta voluntate
venne ch’inviolabil si facesse,
che più ch’ella non disse, le promesse:

18
e servaralle fin che vegga fatto
de la mirabil acqua esperienza;
e sforzerasse intanto a non fare atto,
a non far segno alcun di violenza.
Ma pensa poi di non tenere il patto,
perché non ha timor né riverenza
di Dio o di santi; e nel mancar di fede
tutta a lui la bugiarda Africa cede.

19
Ad Issabella il re d’Algier scongiuri
di non la molestar fe’ più di mille,
pur ch’essa lavorar l’acqua procuri,
che far lo può qual fu già Cigno e Achille.
Ella per balze e per valloni oscuri
da le città lontana e da le ville
ricoglie di molte erbe; e il Saracino
non l’abandona, e l’è sempre vicino.

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