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NAUFRAGIO di Edmondo De Amicis

– C’è ancora un posto! – gridarono allora i marinai, rivolgendosi agli altri passeggieri. – Una donna!
Una donna s’avanzò, sorretta dal capitano; ma vista la distanza a cui si trovava la scialuppa, non si sentì il coraggio di spiccare il salto, e ricadde sopra coperta. Le altre donne eran quasi tutte già svenute e come moribonde.
– Un ragazzo! – gridarono i marinai.
A quel grido, il ragazzo siciliano e la sua compagna, ch’eran rimasti fino allora come pietrificati da uno stupore sovrumano, ridestati improvvisamente dal violento istinto della vita, si staccarono a un punto solo dall’albero e si slanciarono all’orlo del bastimento, urlando a una voce: – A me! – e cercando di cacciarsi indietro a vicenda, come due belve furiose.
– Il più piccolo! – gridarono i marinai. – La barca è sopraccarica! Il più piccolo!
All’udir quella parola, la ragazza, come fulminata, lasciò cascare le braccia, e rimase immobile, guardando Mario con gli occhi morti.

Mario guardò lei un momento, – le vide la macchia di sangue sul petto, – si ricordò, – il lampo di un’idea divina gli passò sul viso.
– Il più piccolo! – gridarono in coro i marinai, con imperiosa impazienza. – Noi partiamo!
E allora Mario, con una voce che non parea più la sua, gridò: – Lei è più leggiera. A te, Giulietta! Tu hai padre e madre! Io son solo! Ti do il mio posto! Va giù!
– Gettala in mare! – gridarono i marinai.

Mario afferrò Giulietta alla vita e la gettò in mare.
La ragazza mise un grido e fece un tonfo; un marinaio l’afferrò per un braccio e la tirò su nella barca.
Il ragazzo rimase ritto sull’orlo del bastimento, con la fronte alta, coi capelli al vento, immobile, tranquillo, sublime.

La barca si mosse, e fece appena in tempo a scampare dal movimento vorticoso delle acque prodotto dal bastimento che andava sotto, e che minacciò di travolgerla.

Allora la ragazza, rimasta fino a quel momento quasi fuori di senso, alzò gli occhi verso il fanciullo e diede in uno scroscio di pianto.
– Addio, Mario! – gli gridò fra i singhiozzi, con le braccia tese verso di lui. – Addio! Addio! Addio!
– Addio! – rispose il ragazzo, levando la mano in alto.

La barca s’allontanava velocemente sopra il mare agitato, sotto il cielo tetro. Nessuno gridava più sul bastimento. L’acqua lambiva già gli orli della coperta.

A un tratto il ragazzo cadde in ginocchio con le mani giunte e cogli occhi al cielo.

La ragazza si coperse il viso.

Quando rialzò il capo, girò uno sguardo sul mare: il bastimento non c’era più.

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