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Parafrasi COMPLETA canto 12 (XII) del poema Orlando Furioso

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Lo scontro tra i due rivali diviene più crudele ed aspro,
orribile e spaventoso a vedersi.
Ferraù ora colpisce di punta ed ora di taglio,
e non sferra colpo che non vada a segno:
ogni colpo di Orlando che incontra piastra o maglia dell’armatura di Ferraù
o la stacca o la rompe e la apre o la riduce in brandelli.
Angelica, invisibile, si concentra su di loro,
unica testimone di un tale spettacolo.

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Nel frattempo, infatti, Sacripante, credendo
che poco oltre stesse correndo Angelica,
dopo che Ferraù ed Orlando in combattimento
vide confrontarsi, proseguì per quella via
lungo la quale credeva che la donzella, quando
era scomparsa alla loro vista, avesse proseguito la propria corsa:
così che appunto, di quella battaglia,
Angelica fu la sola testimone.

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Dopo che, orribile e spaventoso quanto era,
ebbe, stando in disparte, ammirato a sufficienza il combattimento,
e che le sembrò troppo pericoloso
sia per l’uno che per l’altro dei contendenti;
desiderosa di vedere cose nuove,
decise di prendere lei l’elmo, per poter osservare cosa
avrebbero fatto quindi i due guerrieri vedendo che era stato rubato;
lo prese benché con l’intenzione di non tenerlo per molto tempo.

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Ha infatti intenzione di ridarlo poi ad Orlando;
ma vuole prima prendersi gioco di lui.
Stacca l’elmo dal ramo e se lo pone in grembo,
e sta quindi a guardare ancora un po’ i due cavalieri.
Infine si allontana senza dire loro una sola parola;
ed era già un bel po’ lontana da quel luogo,
quando uno dei due si rese conto della sua azione:
tanto erano entrambi presi dall’ira ardente.

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Ferraù, che per primo aveva visto che l’elmo non c’era più,
si staccò da Orlando e gli disse:
“Deh, come ci ha trattati da sciocchi e da stupidi
il cavaliere che era prima insieme a noi!
Che premio sarà mai toccato al vincitore,
se costui ha rubato il bel elmo da noi conteso?”
Orlando si ritrae e gira lo sguardo verso il ramo:
non vede il suo elmo ed inizia ad accendersi d’ira.

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Con l’ipotesi di Ferraù si trovò concorde,
che il cavaliere, Sacripante, che poco prima era insieme a loro,
avesse portato l’elmo con sé; strattonò pertanto le briglie
e fece sentire i propri speroni a Brigliadoro.
Ferraù, che dal campo di battaglia vide Orlando allontanarsi,
corse dietro di lui; e dopo essere giunti
dove, nell’erba, apparvero recenti le impronte
fatte da Sacripante e da Angelica,

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il conte Orlando prese la strada sulla sinistra che
conduceva ad una valle, ove Sacripante era andato:
Ferraù si tenne invece nei pressi del monte,
lungo il sentiero battuto da Angelica.
Nel frattempo Angelica era giunta ad una fonte,
ricca di ombra e situata in un luogo piacevole,
che invita chiunque passi a riposare presso le proprie fresche ombre,
e non lo lascia mai ripartire senza avergli prima offerto da bere.

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Angelica si ferma presso le acque cristalline della fonte,
pensando che nessuno possa sopraggiungere sorprendendola;
grazie al potere dell’anello magico, che la rende invisibile,
non può neanche temere che le possa capitare qualcosa di pericoloso.
Appena giunta presso le rive erbose
del torrente, appende l’elmo ad un ramoscello;
cerca quindi, là dove, all’interno del bosco, ci sono gli alberi più robusti,
di legare la propria cavalla, così che possa pascolare e rifocillarsi.

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Il cavaliere spagnolo, Ferraù, che aveva proceduto
seguendo le orme di Angelica, giunse infine alla fonte.
Angelica, non appena lo vede,
subito scompare alla sua vista e sprona alla corsa la propria cavalla.
Non può però riprendere con sé l’elmo, caduto sull’erba,
perché da lei troppo distante.
Non appena il pagano si accorse della presenza di Angelica,
subito corse verso di lei pieno di felicità.

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Parve a Ferraù, come ho raccontato, Angelica davanti a sé,
di vederla scomparire come una visione al termine del sonno.
La cerca all’interno del bosco,
ma i suoi poveri occhi non possono ormai più vederla.
Bestemmiando il nome di Maometto e Trivigante,
e di ogni altra autorità della loro religione,
Ferraù ritornò quindi verso la fonte,
vicino alla quale, giaceva in mezzo all’erba l’elmo del conte Orlando.

2 Responses to Parafrasi COMPLETA canto 12 (XII) del poema Orlando Furioso

  1. Carlo Novembre 18, 2014 at 4:47 pm #

    Incomprensibili alcune parti,

    • OrlandoFurioso Novembre 24, 2014 at 4:59 pm #

      Rivisto tutto il canto! 😉

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