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Parafrasi canto 24 (XXIV) del poema Orlando Furioso

Parafrasi del Canto 24 (XXIV) del poema Orlando Furioso – Prosegue l’episodio che racconta la follia di Orlando. Il paladino furioso ha perso il senno ed iniza a fare strage di chiunque e di qualunque cosa incontri sulla sua strada.

Leggi il testo del canto 24 (XXIV) del poema Orlando Furioso

1
Chi rimane immischiato nella passione amorosa,
cerchi di tirarsene fuori prima di rimanerci immischiato;
perché non troverà altro che follia,
secondo l’universale giudizio dei sapienti;
e se anche non si impazzisce come Orlando,
la pazzia sarà comunque manifesta in altro modo.
C’è forse un sintomo più evidente di pazzia
che perdere sé stessi nella ricerca di altri?

2
Ci sono vari possibili segnali, ma la pazzia
che li provoca è una soltanto.
È come muoversi per una foresta smisurata,
chi si inoltra è costretto inevitabilmente a sbagliare:
qualcuno esci di strada da una parte, altri da un’altra.
Per concludere, quello che vi voglio dire è:
a chi consuma la propria vita nell’amore, oltre ogni pena,
merita il ceppo e la catena del pazzo.

3
Mi si potrà certo dire: ” Frate, tu vuoi
mostrare l’errore degli altri senza vedere il tuo”
Io vi rispondo che vi comprendo molto bene,
ora che ho un attimo di lucidità mentale:
ed ho gran desiderio (e spero proprio di farlo)
di riposare e abbandonare le danze (amorose):
ma fare come vorrei al momento non posso
perché il male è ormai penetrato fino all’osso.

4
Signore (Ippolito), nell’ultimo canto vi ho raccontato
che Orlando, furioso ed uscito di senno (impazzito),
si era levato le armi e le aveva abbandonate ovunque,
si era spogliato nudo stracciandosi i vestiti, e aveva gettato la spada,
aveva divelto piante e fatto risuonare
le caverne e tutta la foresta;
alcuni pastori furono richiamati sul luogo dal frastuono,
per loro cattiva sorta e per qualche loro grave peccato.

5
Viste le incredibili azioni del pazzo (Orlando)
più da vicino e vista la sua forza smisurata,
si voltano subito per fuggire senza sapere dove,
così come avviene per una improvvisa paura.
Il pazzo si muove veloce dietro loro:
ne cattura uno e lo decapita a mani nude,
con la facilità con cui qualcuno staccherebbe
un frutto dall’albero o coglierebbe una rosa.

6
Prese quindi per una gamba il corpo inerte del morto
e lo utilizzo come mazza contro gli altri:
ne lascio lunghi distesi addormentati un paio
che forse si risveglieranno il giorno del giudizio.
Abbandonano subito il paese quelli
che ebbero piedi veloci e mente lucida e pronta.
Il pazzo no fu lento nel seguirli,
cambio solo obiettivo dirigendosi verso i loro animali.

7
Gli agricoltori, avvertiti da quanto era successo agli altri,
scappano lasciando nei campi gli arnesi da lavoro:
chi sale sui tetti delle case e chi sui templi
(poiché né i salici né gli olmi sono sicuri)
da dove si possa vedere l’orrenda furia,
che a pugni, a spallate, a morsi, graffi e calci
uccide e fa letteralmente a pezzi cavalli e buoi;
solo i buoni corridori riesco a fuggire da Orlando.

8
Potreste sentire come subito risuona
nei paesi vicini il forte rumore
di urla e di corni, trombe rustiche.
e, ancora più frequentie degli altri rumori, quello quello delle campane;
e con dardi (lance), archi, spuntoni e fionde
potreste vederne scendere velocemente mille dai monti,
ed altrettanti risalire i monti stessi,
per fare al pazzo (Orlando) un assalto in stile contadino.

9
Come l’onda è solita infrangersi sulla riva del mare,
mossa dal vento meridionale, inizialmente per scherzo,
ma la seconda (onda) è già più grande della prima
e con forza crescente seguirà la terza;
ed ogni volta si riversata sulla spiaggia con più acqua
e sbatte più violentemente sulla sabbia e si spinge sempre oltre,
allo stesso mondo, contrapposta ad Orlando cresce l’adirata schiera,
scendendo dai monti ed uscendo dalle valli.

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