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Parafrasi canto 11 (XI) del Purgatorio di Dante

Oh, che vana gloria viene ottenuta con gli sforzi umani!
Come dura poco il verde sulla cima della pianta della fama,
se non sopraggiungono periodi poveri di cultura!

Cimabue ha creduto di poter rimanere il migliore
nell’arte della pittura, ma ora la fama spetta a Giotto,
così che il suo prestigio è ora quasi scomparso.

Allo stesso modo guido Cavalcanti ha tolto a Guido Guinizzelli
la fama, il primato, nell’arte della poesia; e forse è già nato
chi oscurerà poi la fama di entrambi.

La celebrità ricevuta al mondo non è altro che un soffio
di vento, ora soffia da una parta ed ora da una altra,
e cambia nome cambiando direzione.

Quanta fama potresti ancora avere in più se morissi
da anziano piuttosto che se fossi morto
ancora prima di riuscire ad imparare a parlare,

dopo che fossero trascorsi mille? Perché in confronto all’eternità,
è più breve di un battito di ciglia il tempo che il cielo più lento
impiega a compiere una rotazione completa (36000 anni).

La fama di quell’anima che procede
poco davanti a me, risuonò per tutta la toscana;
adesso ci si ricorda ancora di lui a malapena a Siena, la sua fama è più debole di un mormorio,

là dove è stato uno dei capi quando venne sconfitta
la violenta Firenze, che allora era tanto superba
quanto è invece adesso corrotta.

Uomini, la vostra gloria e simile al verde dell’erba,
che sparisce allo stesso modo in cui compare, ed a scolorirlo
è lo stesso sole che poco prima l’aveva fatto sbucare tenero dalla terra.

Parlai io a lui: “Le cose vere che stai dicendo mi incoraggiano
a comportarmi in modo umile, da buon cristiano, e mi liberi
così dal grave male della superbia; ma chi è colui di cui hai appena parlato?”

Rispose: “Lui è Provenzano Salvani,
e si trova qui tra i superbi perché fu tanto presuntuoso
da mettere le proprie mani su tutta Siena.

Ha camminato ed ancora cammina così, oppresso dal sasso,
senza riposo, dal giorno in cui è morto; deve ripagare Dio con
questa moneta chi in vita è stato troppo superbo.”

Chiesi allora io: “Se uno spirito aspetta
prima di pentirsi l’ultimo istante della propria vita,
allora dovrà aspettare sotto questa cornice, e non potrà salire su, qui dove ci troviamo,

a meno di non essere aiutato dalle preghiere di persone in grazia
di Dio, che sia trascorso un periodo di tempo pari alla propria
vita; allora come è possibile che a lui sia stato concesso di salire?”

“Quando Provenzano era all’apice della propria fama”, mi rispose
Oderisi, “per propria volontà si mise in mezzo alla Piazza del
Campo a Siena, senza provare alcuna vergogna;

2 Responses to Parafrasi canto 11 (XI) del Purgatorio di Dante

  1. Angelo Borsotti Maggio 17, 2015 at 10:54 pm #

    Buonasera, la pagina:
    https://www.orlandofurioso.com/divina-commedia/purgatorio/parafrasi-del-purgatorio/648/parafrasi-canto-11-xi-del-purgatorio-di-dante/
    contiene un link errato: quello al testo dei canto XI del Purgatorio, che
    in realtà punta al canto XI del Paradiso.

    • OrlandoFurioso Giugno 6, 2015 at 12:57 pm #

      ..e corretto anche questo post 😉 e grazie ancora!

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