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Parafrasi canto 9 (IX) del Purgatorio di Dante

“Possa questa donna far avanzare i vostri passi verso il bene”,
aggiunse cortesemente l’Angelo:
“Venite dunque avanti verso i nostri gradini.”

Avanzammo allora fin là; il primo scalino
era di marmo bianco, così puro e splendente
che riuscii a specchiarmici dentro.

Il secondo era di colore scuro, quasi nero,
fatto di pietra grezza, ruvida e come bruciacchiata,
con crepe sia per il lungo che trasversali.

Il terzo gradino, che da sopra grava sugli altri due,
mi sembrava realizzato in porfido, di un colore rosso tanto
fiammeggiante quanto il sangue che zampilla da una vena.

Sopra questo ultimo gradino teneva poggiati entrambi i suoi
piedi l’Angelo di Dio, stando seduto sulla soglia del Purgatorio,
che mi sembrava fatta di diamante.

Su per i tre scalini, incontrando la mia buona volontà,
mi accompagnò la mia guida dicendo: “Chiedigli
umilmente di aprire la porta di accesso.”

Mi inginocchiai allora con devozione ai suoi piedi;
gli chiesi di avere pietà di me e che mi aprisse,
ma non prima di essermi battuto il petto per tre volte.

L’Angelo descrisse sulla mia fronte sette ‘P’
con la punta della sua spada, e disse poi “Fai in modo di lavare
via queste piaghe quando sarai dentro al Purgatorio.”

La cenere, o la terra arida estratta da una cava,
sarebbe dello stesso colore del vestito indossato dall’Angelo;
da sotto il quale estrasse due chiavi.

Una chiave era d’oro e l’altra d’argento;
prima con la bianca, d’argento, e poi con la gialla, d’oro,
aprì la porta così da accontentare la mia preghiera.

“Ogni volta che una di queste chiavi fallisce,
perché non entra dritta nel foro della serratura”,
ci disse il guardiano, “questa porta no si apre.

Una è più preziosa dell’altra; ma l’impiego dell’altra richiede
l’uso di molta abilità ed intelligenza prima di riuscire ad
aprire l’usci, poiché è quella che scioglie il nodo del peccato.

Mi sono state date da S. Pietro; il quale mi invitò a sbagliare
nell’aprire con troppo irruenza piuttosto che tenerla chiusa con
troppo rigore, a patto che i penitenti mi supplichino umilmente in ginocchio.”

Spinse poi i battenti della porta sacra,
dicendo: “Entrate; ma vi avverto che
deve subito uscire nuovamente chiunque si volti indietro.”

E quando girarono nei loro cardini
il battenti di quella porta sacra,
che sono fatti di metallo sonante e resistente,

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