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Parafrasi canto 9 (IX) del Purgatorio di Dante

“Non avere paura”, mi disse la mia guida;
“tranquillizzati invece, perché siamo ad un buon punto;
non frenare ma sprona al contrario ogni tua energia.

Tu sei ormai arrivato al Purgatorio:
puoi vedere là la parete rocciosa che lo circonda:
e là dove la parete stessa sembra interrotta da una spaccatura, puoi vederne l’entrata.

Poco fa, nel momento dell’alba che precede immediatamente
il giorno, quando la tua anima dormiva profondamente
nel tuo corpo, in mezzo ai fiori che adornano la valle laggiù

venne una donna e disse: “Io sono Lucia;
lasciate che prenda con me quest’uomo che dorme;
così che possa facilitare il suo viaggio.”

Sordello e le altre anime nobili rimasero nella valle;
lei ti sollevò e non appena il giorno divenne più luminoso,
salì verso l’alto del monto; ed io la seguii da vicino.

Ti depose poi qui, ma non prima di avermi indicato
con i suoi begli occhi quella apertura nella parete; poi,
nello stesso istante, svanirono sia la donna che il tuo sonno.”

Come chi riacquista sicurezza dopo aver dubitato,
e converte quindi la propria paura in coraggio
dopo aver scoperto chiaramente la verità,

così cambiai io il mio stato d’animo; e non appena mi vide
la mia guida libero da ogni preoccupazioni, subito cominciò
a salire lungo il pendio, ed io lo seguii verso l’alto.

Lettore, tu puoi ben vedere come si eleva ora
l’argomento del mio poema, e se quindi lo tratto
con uno stile più elevato non ti stupire.

Salendo il pendio ci avvicinammo ed in poco tempo
raggiungemmo il punto dove prima la parete rocciosa mi
sembrava interrotta, come un crepa che divide un muro,

vidi una porta, sotto di essa tre gradini
per poterla raggiungere, diversi nel loro colore,
e davanti un custode che ancora non parlava.

E quando iniziai ad osservare con maggiore attenzione,
lo vidi sedere sopra il gradino più alto, e tanto splendente
in viso che non riuscivo a sopportarne la vista;

teneva un mano una spada sguainata,
che rifletteva i raggi del sole su di noi a tal punto
che spesso sollevavo invano lo sguardo verso di essa.

“Ditemi, parlando da dove vi trovate: che cosa volete?”,
cominciò a domandare l’Angelo, “dov’è la potenza che vi
accompagna? Badate che l’essere saliti fin qui non vi procuri poi un danno.”

“Una donna inviata dal cielo, esperte della leggi divine”,
rispose al guardiano la mia guida, “appena poco tempo fa
ci ha detto: “Andate là; troverete lì la porta d’ingresso” .”

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