Footer menù

Parafrasi dei canti del Purgatorio, Divina Commedia

Canto XXIII del Purgatorio (23 – ventitreesimo) – La sesta cornice accoglie i golosi: smagriti dal forte desiderio di bere e di mangiare suscitato in loro da alberi a forma di cono rovesciato. Dante incontra l’amico Forese Donati, che inveisce contro i cattivi costumi delle donne del suo tempo.

Canto XXIV del Purgatorio (24 – ventiquattresimo) – Forese anticipa a Dante che sua sorella Piccarda Donati si trova tra i beati del Paradiso. Il sommo poeta incontra poi Bonagiunta da Lucca che prima fa una profezia su di lui, poi ne esalta l’invenzione del dolce stil novo. Infine Forese predice a Dante la discesa nell’Inferno del nemico Ghibellino Corso Donati.

Canto XXV del Purgatorio (25 – venticinquesimo) – Mentre salgono verso la settima cornice Stazio spiega a Dante perché le anime dei golosi, sebbene non abbiano bisogno di cibo, appaiano tanto magre per la sua mancanza. I tre poeti raggiungono infine la cornice dei lussuriosi.

Canto XXVI del Purgatorio (26 – ventiseiesimo) – Mentre percorrono la settima cornice lungo il suo bordo esterno, per stare lontani dalle fiamme che avvolgono le anime dei lussuriosi, Dante incontra Guido Guinizzelli, padre degli stilnovisti, e Arnaut Daniel.

Canto XXVII del Purgatorio (27 – ventisettesimo) – Dopo che l’angelo della castità ha cancellato l’ultima P dalla fronte di Dante, il poeta attraversa il muro di fuoco della settima cornice e raggiunge la scala che lo porta al giardino dell’Eden. Virgilio lo dichiara libero dalla sua guida e padrone delle proprie azioni.

Canto XXVIII del Purgatorio (28 – ventottesimo) – Dante esplora la foresta del Paradiso terrestre e sulla riva del fiume Lete incontra Matelda. La donna gli spiega come quel luogo sia immune ad ogni perturbazione atmosferica e ricco di meravigliose virtù.

Canto XXIX del Purgatorio (29 – ventinovesimo) – Seguendo Matelda lungo il fiume Lete, Dante assiste al passaggio di una lenta processione aperta da sette candelabri. L’elemento centrale del corteo è un carro trionfale guidato da un grifone.

Canto XXX del Purgatorio (30 – trentesimo) – Dante incontra finalmente Beatrice, è sconvolto da una profonda commozione e cerca quindi il sostegno di Virgilio. L’antico poeta lo ha però abbandonato per fare ritorno nel Limbo. Il sommo poeta scoppia in lacrime e si pente per aver abbandonato la via dell’unico bene (essersi perso nella selva oscura).

Canto XXXI del Purgatorio (31 – trentunesimo) – Beatrice accusa direttamente Dante delle sue colpe. Il poeta, dopo un pianto liberatorio, ammette il proprio peccato e sviene. Quando rinviene viene purificato nel fiume Lete ed infine condotto al cospetto di Beatrice, che mostra a lui il suo volto.

Canto XXXII del Purgatorio (32 – trentaduesimo) – La processione si ferma davanti ad un albero spoglio. Il grifone ci lega il carro e subito la pianta rinasce, coprendosi di fiori e foglie. Dante si addormenta e non appena si risveglia dal sonno assiste a degli avvenimenti straordinari che hanno come risultato finale la scomparsa del carro e la distruzione dell’albero.

Canto XXXIII del Purgatorio (33 – trentatreesimo) – Beatrice predice a Dante la fine della corruzione della Chiesa ed il ritorno dell’Imperatore. Il sommo poeta dopo aver bevuto l’acqua del fiume Lete, che toglie il ricordo dei peccati, beve insieme a Stazio anche quella del fiume Eunoè, che ridona la memoria del bene compiuto. Dante è pronto per salire in Paradiso.

Comments are closed.
contatore accessi web