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Parafrasi dei canti del Purgatorio, Divina Commedia

Canto XII del Purgatorio (12 – dodicesimo) – Dante e Virgilio oltrepassano la folla dei superbi e Dante, procedendo a testa bassa, osserva le incisioni nel marmo raffiguranti esempi di superbia punita. I due raggiungono infine il passaggio alla seconda cornice ed un Angelo cancella la prima delle sette P incise sul volto del poeta.

Canto XIII del Purgatorio (13 – tredicesimo) – Seconda cornice del Purgatorio che accoglie le anime di coloro che in vita furono invidiosi: ricoperti di ruvido cilicio, hanno le palpebre cucite con filo di ferro e sono ricoperti da un mantello del colore della roccia. Il sommo poeta incontra Sapìa.

Canto XIV del Purgatorio (14 – quattordicesimo) – Mentre proseguono lungo la cornice degli invidiosi, due anime chiedono a Dante chi sia. Si tratta di Guido del Duca e Rinieri da Calboli. Il primo inveisce contro le popolazioni che abitano la valle del fiume Arno per poi ricordare gli antichi nobili romagnoli. Proseguendo oltre Dante e Virgilio sentono voci che squarciano l’aria con esempi di invidia punita.

Canto XV del Purgatorio (15 – quindicesimo) – Dante e Virgilio raggiungono la scala che porta alla terza cornice, quella che accoglie gli iracondi. Durante la salita Virgilio spiega a Dante le parole di Guido del Duca e come l’invidia possa essere generata solamente dai beni materiali. Giunti infine in fondo alla scala, Dante ha la visione di due celebri esempi di benevolenza. I due poeti vengono poi raggiunti da un denso fumo che toglie loro la vista.

Canto XVI del Purgatorio (16 – sedicesimo) – Terza cornice del Purgatorio destinata ad accogliere gli iracondi: avvolti da un fumo nero, denso ed acre, impenetrabile allo sguardo. Dante e Virgilio incontrano Marco Lombardo e discutono sulla causa della mancanza di valori al mondo: la corruzione della Chiesa di Roma.

Canto XVII del Purgatorio (17 – diciassettesimo) – Uscito dal fumo che avvolge gli iracondi, Dante è rapito da visioni estatiche che gli mostrano celebri esempi di ira punita. I due poeti raggiungono poi la quarta cornice, dove vengono puniti gli accidiosi e Virgilio spiega a Dante la teoria dell’amore diretto male e bene.

Canto XVIII del Purgatorio (18 – diciottesimo) – Virgilio spiega a Dante come la volontà dell’uomo sia importante nello scegliere le giuste passioni. Compaiono poi le anime degli accidiosi, spinte dall’amore a correre lungo la cornice per compensare la pigrizia che in vita dimostrarono nell’amare, e Dante riesce a parlare con l’abate di San Zeno.

Canto XIX del Purgatorio (19 – diciannovesimo) – Dante e Virgilio raggiungono la V cornice del Purgatorio, dove si purificano le anime dei prodighi e degli avari. Il poeta parla con papa Adriano V, che, in vita, si accorse troppo tardi di poter trovare la felicità solo nella vita eterna.

Canto XX del Purgatorio (20 – ventesimo) – Lasciato Adriano V il poeta Dante incontra Ugo II Capeto che si svoga con lui elencando tutti i delitti commessi dalla sua stirpe. All’improvviso il monte del Purgatorio è scosso  da un terremoto e tutte le anime intonano il canto Gloria in excelsis Deo. Dante non comprende il senso di quell’avvenimento e riprende preoccupato il suo cammino.

Canto XXI del Purgatorio (21 – ventunesimo) – Dante e Virgilio incontrano il poeta Stazio che spiega loro il motivo del recente terremoto e del canto che lo accompagnava: una anima, lui stesso in particolare, si è purificata e può salire in Paradiso.

Canto XXII del Purgatorio (22 – ventiduesimo) – Mentre percorrono la scala che conduce alla sesta cornice dei golosi, Stazio spiega a Virgilio di essere stato destinato alla quinta non per essere stato in vita un avaro ma, al contrario, un prodigo, e spiega anche come sia stato lo stesso Virgilio a spingerlo alla conversione.

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