Footer menù

Parafrasi canto 33 (XXXIII) del Paradiso di Dante

Bernardo mi sorrideva e mi faceva cenno
di guardare verso l’alto; ma io avevo già
iniziato a fare da solo quanto lui voleva che io facessi:

così che il mio sguardo, divenendo sempre più puro,
entrava sempre di più all’interno del raggio di quella suprema
luce che è origine di ogni altra luce ed è quindi l’unica vera luce.

Da qui in avanti la mia capacità di vedere fu assai superiore
a quanto possa spiegare con le parole, poiché dinnanzi a quella
visione perde di capacità la parola e di fronte ad un tale eccesso (di gioia) diviene insufficiente la memoria.

Come chi vede qualcosa in sogno,
e dopo essersi svegliato rimane con la sensazione del sogno
impressa nella mente, ma non riesce però a ricordare niente,

nella stessa situazione mi trovo io, poiché è quasi
completamente svanita dalla mia memoria quella visione, ma
sento ancora nel cuore la dolcezza che essa mi provocò allora.

Così come la neve si scioglie al sole;
così come, scritto sulle foglie, si disperdeva poi al
vento il responso della Sibilla.

O altissima luce, luce divina, che sei tanto al di sopra
di ogni mente umana, alla mia memoria
concedi ancora un poco di quella tua visione,

e rendi la mia lingua tanto potente
così che almeno una scintilla della tua magnificenza
possa essere lasciata ai posteri;

perché, se riuscissi a ricordare un poco
e tradurre quindi la tua visione in questi versi, la tua somma
potenza potrà essere con essi meglio compresa dagli uomini.

Credo che per l’intensità di quella luce viva, che affrontai
con lo sguardo, sarei potuto rimanere abbagliato
se avessi distolto gli occhi da essa.

E ricordo quindi che fui pertanto più tenace, per
questo motivo, nel sostenerne l’intensità, tanto che raggiunsi
infine con i miei occhi l’infinito valore di Dio.

Oh immensa grazia, che mi hai fatto trovare il coraggio
di spingere il mio sguardo nella luce eterna di Dio,
tanto che lo sguardo stesso fu portato al suo limite!

Nel profondo di quella luce divina vidi che era contenuto,
compatto come rilegato in un unico volume,
tutto ciò che è disperso per l’universo:

vidi gli elementi, le loro caratteristiche e le loro relazioni,
quasi uniti insiemi, in un modo che le mie parole
non riescono assolutamente a descrivere, ne rappresentano solo un barlume.

La forma universale di questo assieme
credo di aver visto allora, perché sento allargarsi di più il mio
cuore mentre ne parlo, per il piacere, per la gioia che provo.

Comments are closed.
contatore accessi web