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Parafrasi canto 12 (XII) del Paradiso di Dante

non chiese di distribuire solo un terzo o la metà di quanto
raccolto, di avere la rendita del primo posto vacante,
di godere delle decime (tasse), che appartengono ai poveri di Dio,

ma chiese invece soltanto il permesso di combattere contro
gli errori del mondo cristiano, in difesa di quel seme
della fede cristiana da cui nacquero le ventiquattro anime che ora ti circondano.

Poi, sostenuto dalla propria scienza teologica e  dalla volontà,
con il mandato del Papa partì impetuoso
come un torrente che sgorga dalle profondità;

e contro l’erbaccia dell’eresia scagliò
il proprio impeto, più violentemente laddove
trovava una maggiore resistenza.

Da lui si staccarono poi diversi suoi seguaci che, come
fossero ruscelli, irrigano il giardino della Chiesa
rendendo le sue piantine più resistenti.

Se tale fu una delle due ruote della biga
con cui la Santa Chiesa si difese
e vinse in battaglia la sua guerra civile contro gli eretici,

dovresti ben comprendere
l’eccellenza dell’altra ruota (San Francesco), di cui S. Tommaso
ti ha parlato con tanta venerazione prima che io arrivassi.

Ma la strada che fu tracciata dalla
sua ruota è stata ormai abbandonata,
cosicché c’è ora la muffa là dove prima c’era il buon vino.

La sua famiglia, i seguaci di S. Francesco, che da principio
si erano mossi dietro ai suoi passi, hanno ora tanto cambiato
direzione da procedere addirittura in senso contrario;

e presto si vedrà quale sarà il raccolto risultato di quel cattivo
modo di coltivare, quando la zizzania (i Frati) si dispiacerà
di non poter più entrare nel granaio (nel Paradiso).

Credo che chi cercasse tra i francescani, foglio per foglio,
come in un libro, potrebbe ancora trovare qualche pagina
su cui poter leggere “Io sono umile come ero solito essere”;

ma non saranno certamente i francescani seguaci di Ubertino
da Casale né di Matteo d’Acquasparta, da dove proviene chi
la Regola in un caso la elude e nell’altro la irrigidisce.

Io sono l’anima di Bonaventura da Bagnoregio,
e rispetto alle grandi cariche ecclesiastiche che rivestii,
misi sempre in secondo piano la cura dei beni terreni.

Ci sono qui anche Illuminato e Agostino,
che furono i primi poverelli scalzi, discepoli di S. Francesco,
ad entrare in contatto con Dio nel rispetto della Regola.

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