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Parafrasi canto 11 (XI) del Paradiso di Dante

Dopo che crebbe in numero il gruppo di seguaci senza beni
materiali, sul suo esempio, la cui incredibile vita
sarebbe degna di essere cantata dagli angeli del Paradiso,

un seconda corona, una seconda approvazione,
fa data dallo Spirito Santo, tramite papa Onorio III,
al santo volere di questo pastore, all’ordine di San Francesco.

E dopo che, per l’intenso desiderio di testimoniare, anche con il
proprio sacrificio, la fedeltà a Gesù, in presenza del superbo
Sultano d’Egitto predicò la dottrina di Cristo e dei suoi apostoli,

trovando non ancora matura per la conversione
quella gente, per non rimanere senza fare nulla,
ritornò in Italia, dove la sua azione prometteva maggiori frutti,

sulla cima rocciosa del monte Verna, tra la sorgente del Tevere e
quella dell’Arno, e prese da Cristo le stigmate, l’ultimo sigillo al suo operato,
che portò sul proprio corpo per due anni, fino alla morte.

Quando a Dio, che lo aveva prescelto per compiere tanto bene,
piacque di condurlo a sé per dargli la ricompensa
che si era meritato vivendo, per vocazione, nella povertà,

ai frati suoi seguaci, come legittimi eredi,
raccomandò la sua più cara donna, la Povertà,
e comandò loro di amarla fedelmente;

e dal grembo di lei l’anima gloriosa di Francesco
volle separarsi, per tornare al suo creatore, a Dio,
e per il suo corpo non volle altro come sepoltura, se non il grembo di lei, posto nudo a terra.

Pensa dunque ora a chi fu colui che fu prescelto come degno
collega di San Francesco per mantenere la barca
di Pietro, la Chiesa, sulla giusta rotta anche in alto mare, nelle grosse difficoltà;

questo uomo fu il nostro patriarca, San Domenico, il fondatore
del nostro ordine; perciò chi segue i suoi insegnamenti
puoi ben capire quale ricco tesoro spirituale acquisisca.

Ma il suo gregge è ormai diventato avido
di un nuovo nutrimento, tanto che non può
che disperdersi per diversi pascoli selvatici;

e quanto più le sue pecorelle si allontanano
per vagabondare lontano da lui, dai suoi insegnamenti, tanto
più ritornano poi all’ovile prive di latte, di ricchezza di spirito.

Ci sono anche frati che temono le conseguenze
dell’allontanamento e si stringono quindi al pastore; ma sono
così pochi che occorre poco panno per cucire i loro mantelli.

Ora, se le mie parole non sono di difficile comprensione,
se le hai ascoltate attentamente,
se richiami alla mente ciò che ti ho detto,

sarà stato in parte soddisfatto il tuo desiderio di sapere,
perché vedrai come si stia guastando la pianta dell’ordine
domenicano e capirai il significato della frase oscura

in cui si riceve un ricco nutrimento spirituale, se non ci si perde in cose futili.”

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