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Parafrasi canto 32 (XXXII) del Paradiso di Dante

Ed io vidi sopra di lei scendere tanta grazia,
ad opera degli angeli creati per volare attraverso
quel cielo e distribuire la gloria di Dio,

che tutto ciò che io avevo visto fino ad allora
non mi aveva turbato molto, né mi aveva
mostrato un’immagine così vicina a quella di Dio;

e quell’angelo che per primo era disceso sulla Terra ad annunciare a Maria
la nascita di Cristo, cantando ‘Ave Maria, piena di grazia’,
aprì le sue ali davanti a lei, in atto di omaggio.

Da ogni parte la corte del Paradiso rispose a quel canto,
in modo tale che ogni anima ed ogni angelo
divennero ancora più luminosi.

“O santo padre che per esaudire il mio desiderio
hai accettato di scendere quaggiù, lasciando il luogo
beato che occupi per volontà divina,

chi è quell’angelo che contempla con tanta gioia
gli occhi di Maria, così pieno d’amore che
sembra ardere come una fiamma?”

Con queste parole feci appello ancora una volta alla sapienza
di san Bernardo, che si adornava della luce che emanava da Maria
come la stella del mattino deriva la sua luce dal sole.

Ed egli mi rispose:” Quell’angelo possiede
tutto il decoro e tutta la gioia di un angelo
e di un’anima insieme; e noi tutti

desideriamo che sia così poiché lui è Gabriele,
che consegnò a Maria la palma della vittoria,
quando il Figlio di Dio volle assumere natura umana.

Ma ora seguimi con gli occhi, mentre io ti parlo,
e osserva le nobili anime che abitano
presso questo regno di giustizia e pietà.

Coloro che siedono lassù, vicinissimi a Maria
e per questo ricchi di un maggior grado di beatitudine,
sono per così dire le due radici di questa rosa:

colui che siede alla sua sinistra
è Adamo, per la cui audacia
l’umanità patisce tanto dolore,

alla sua destra invece
vedi San Pietro, a cui Cristo
affidò le chiavi di questo regno.

E accanto a lui siede San Giovanni evangelista, che prima di morire
ebbe in visione la rivelazione dei terribili eventi a cui
sarebbe andata incontro la Chiesa negli ultimi tempi del mondo;

accanto agli altri invece sta Mosè, sotto la cui guida gli Ebrei,
ingrati, volubili e indisciplinati, usciti dall’Egitto,
vissero nel deserto nutrendosi di manna.

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