Footer menù

Parafrasi canto 31 (XXXI) del Paradiso di Dante

così io facevo scorrere i miei occhi attraverso
lo splendore della candida rosa per i gradoni,
ora in alto ora in basso ora tutt’intorno.

Vedevo molti volti che incitavano alla carità, risplendenti
della luce di Dio e del bagliore della loro stessa beatitudine,
in atteggiamenti di assoluta dignità.

Il mio sguardo aveva abbracciato la struttura del Paradiso
in generale, senza ancora essersi soffermato
nello specifico su alcun particolare;

ed io, preso da nuova curiosità, mi voltai
di nuovo verso Beatrice perché chiarisse i dubbi
che erano sorti nella mia mente avida di sapere.

Questa era la mia intenzione, ma ebbe un esito diverso
da ciò che mi aspettavo: credevo di veder Beatrice e invece
vidi un vecchio vestito di bianco, come le anime gloriose.

Aveva gli occhi ed il volto cosparsi di benevola gioia
ed un atteggiamento pieno di carità,
come si conviene ad un padre affettuoso.

Ed immediatamente io dissi: “Dov’è Beatrice?”.
Al che lui mi rispose: “Beatrice ha chiamato me per
aiutarti a portare a compimento il tuo viaggio;

e se guardi il terzo gradino a partire dell’alto,
la vedrai seduta nel luogo che le è stato
assegnato in base ai suoi meriti”.

Senza nemmeno rispondere, io alzai gli occhi,
e la vidi circondata dal riflesso della luce divina
che risplendeva tutto intorno a lei.

Quel luogo del cielo dove si formano i tuoni
non è tanto distante dagli occhi dell’uomo,
quand’anche si immerga nella profondità degli abissi marini,

quanto era distante da me Beatrice; ma la distanza non
comprometteva la chiarezza con cui io la vedevo, perché la sua
immagine non mi giungeva offuscata da nessun mezzo materiale.

“O donna che alimenti la mia speranza
e che per la mia salvezza
accettasti di scendere all’Inferno,

io riconosco che soltanto grazie alla tua forza
e alla tua bontà mi sono stati concessi
il dono e la possibilità di vedere tutte le cose che ho visto”.

“Tu, con tutti i mezzi che erano in tuo potere,
da schiavo, del peccato
mi hai reso libero.

Conserva in me questa libertà spirituale
cosicché la mia anima, che tu hai sanato dal peccato,
si separi dal corpo, nella morte, in modo da esserti gradita”.

Comments are closed.

Powered by WordPress. Designed by WooThemes

contatore accessi web