Footer menù

Parafrasi canto 30 (XXX) del Paradiso di Dante

Come un lampo improvviso che annienta
la vista umana, cosicché rende l’occhio
incapace di vedere altre cose,

così fui avvolto da una luce vivissima
che mi fasciò col suo fulgore di un velo tale
che non mi fu possibile vedere nient’altro.

“Dio che con il suo amore rende quieto questo cielo
accoglie sempre l’anima che vi entra con un simile saluto,
per renderle capaci di sostenere la sua immensa luce”.

Non feci in tempo a pronunciare per intero questo discorso,
che già io compresi che le mie facoltà naturali percettive
stavano andando accrescendosi;

e riacquistai una nuova capacità visiva, tale da
riuscire a sopportare adeguatamente qualsiasi luce
anche la più intensamente splendente;

e vidi un fulgore che scorreva come un fiume di luce
rosseggiante, tra due rive decorate
di una bellissima fioritura primaverile.

Da questo fiume uscivano delle scintille infuocate,
che si mettevano in ogni parte tra i fiori di entrambe le rive,
simili a rubini incastonati nell’oro;

poi come se fossero inebriate dal profumo, di nuovo
sprofondavano nel meraviglioso fiume luminoso;
e se una vi entrava, un’altra usciva subito fuori.

“L’intenso desiderio di sapere ciò che vedi,
che adesso ti infiamma e ti affligge, mi rende
tanto più felice quanto più esso è intenso;

ma è necessario che tu beva ancora di quest’acqua,
prima che una tale sete (di sapere) sia dentro di te saziata”:
così mi disse Beatrice, sole dei miei occhi.

E aggiunse ancora: “Il fiume e gli angeli che entrano
ed escono, e la bellezza dei fiori sono anticipazioni
simboliche della verità che in essi si racchiude.

Non è che queste cose siano di per sé imperfette,
ma c’è una mancanza da parte tua, poiché ancora non hai
la vista pronta a osservare tali spettacoli”.

Nessun bambino, se si è svegliato più tardi di
come è solito fare, si precipita improvvisamente verso
la mammella della mamma per il latte,

come feci io, per rendere i miei occhi ancora
degli specchi migliori, chinandomi verso quel fiume
che scorre, affinché migliorasse la mia vista;

e non appena l’orlo delle mie palpebre
ebbe bevuto di quella visione, mi sembrò così che
il lungo fiume fosse diventato circolare.

Comments are closed.
contatore accessi web