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Parafrasi canto 26 (XXVI) del Paradiso di Dante

E io udii: “Per gli argomenti della ragione umana
e per l’autorità della Sacra Scrittura
il supremo dei tuoi amori si indirizza come a suo oggetto, a Dio.

Ma dimmi ancora se tu ti senti attratto
verso di lui, cosicché tu manifesti
con quanti denti tu sei morso da questo amore”.

Non mi rimase nascosta la sacra volontà
dell’aquila di Cristo, anzi mi accorsi subito
dove voleva condurre la mia professione di carità.

Perciò ricominciai: “Tutti quegli stimoli
che invitano il cuore a rivolgersi a Dio,
sono venuti in soccorso ad alimentare la mia carità:

perché l’essenza del mondo e di me stesso,
la morte che egli sostenne per la mia salvezza,
e ciò che ogni fedele spera come spero io,

Insieme alla già detta conoscenza della verità,
tutti questi motivi mi hanno sottratto al mare tempestoso degli amori fallaci
verso il sicuro approdo del vero amore.

Io amo così tanto le creature di cui
si adorna l’orto dell’eterno ortolano (Dio),
quanto esse (le creature) partecipano della sua bontà”.

non appena io tacqui, un dolcissimo canto
risuonò nel paradiso, e Beatrice
insieme alle altre anime diceva: “Santo, Santo, Santo!”

E come di fronte a una intensa luce improvvisa
l’uomo si sveglia perché lo spirito visivo che corre
dal cervello alla pupilla lungo il nervo,

e così svegliato non capisce ciò che vede,
è tanto privo di coscienza repentina
finché non recupera la facoltà percettiva;

così Beatrice allontanò ogni ombra dai miei occhi
con la luce raggiante dei suoi,
che risplendeva da più di mille miglia:

per cui da quel momento vidi meglio di prima;
e quasi stupito domandai
chi fosse quella quarta anima luminosa che vidi tra noi.

E Beatrice: “Dentro questa luce
contempla amorosamente il suo creatore, la prima anima,
che fu la prima ad essere creata da Dio”.

Come il ramo che piega la sua cima
al soffio del vento, e poi si raddrizza
per la propria inclinazione naturale a levarsi,

così feci io mentre che questa parlava,
per lo stupore, e poi ripresi coraggio
poiché ardevo dal desiderio di parlare.

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