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Parafrasi canto 18 (XVIII) del Paradiso di Dante

“AMATE LA GIUSTIZIA” furono il primo verbo
e nome scritti in tutto il cielo;
“VOI CHE GIUDICATE IL MONDO” gli ultimi vocaboli.

Poi rimasero disposte a formare
la M del quinto vocabolo; cosicché Giove
sembrava decorato d’oro e d’argento.

E vidi altre anime luminose scendere
sulla sommità della M, e lì fermarsi
cantando inni a Dio che verso di sé le muove.

Come muovendo ardenti tizzoni
sorgono innumerevoli scintille,
davanti a cui gli stolti sono soliti farsi gli auguri;

sembravano alzarsi da lì più di mille luci
e levarsi alcune tanto altre poco
così come il sole che le accende diede a loro in sorte;

e fissatasi ognuno nel suo posto
vidi che quelle anime fiammeggianti
rappresentare la testa e il collo di un’aquila

Dio che lassù crea quelle forme, non ha maestri;
ma è egli stesso un maestro, e da lui deriva
quella virtù che dà vita agli uomini nelle loro dimore terrene.

Le altre anime beate che prima
sembravano contente di formare la M,
con un piccolo movimento completarono la figura.

O Giove, quali e quante luci beate
mi resero evidente che la giustizia umana
derivi dall’influsso del cielo che di te si adorna!

Perciò io prego Dio da cui si origina
il tuo moto e la tua virtù affinché si giri
verso dove esce il fumo che oscura il tuo raggio;

Cosìcché si adiri un’altra volta ancora
per il tempio costruito su sacrifici e martiri
sia trasformato il luogo di compravendita.

O corte del cielo che io contemplo,
prega per tutti coloro che sono sulla terra
disorientati dal cattivo esempio dei pontefici!

Già era abituale fare guerra con le spade;
ma ora si fa togliendo qui e lì tra i fedeli
il pane che il Santo Padre a nessuno nega.

Ma tu (Giovanni XXII) che scrivi (scomuniche) solo per poi annullarle,
pensa che Pietro e Paolo che morirono
per la chiesa che tu devasti, sono ancora vivi.

Puoi tu ben dire: “Il mio desiderio è rivolto solo
a colui che volle vivere da eremita (Giovanni Battista),
e che fu fatto martire morendo decapitato,

che neppure conosco quel pescatore di Pietro né Paolo”.

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