Footer menù

Parafrasi canto 13 (XIII) dell’Inferno di Dante

Lo spirito ci disse: “Oh anime che siete giunte qui in tempo
per assistere al pietoso strazio
che ha portato alla rottura dei rami, strappati via,

vogliate gentilmente raccoglierli ai piedi del mio povero
cespuglio. Io vissi nella città, Firenze, che sostituì
san Giovanni Battista al suo primo patrono, il dio Marte; motivo per cui questo ultimo

se ne vendica rendendola triste con quelle guerre che sono la
sua arte; e se non fosse per il fatto che sul ponte dell’Arno
è rimasta ancora una statua in suo onore,

quei cittadini che la fecero risorgere
dalle ceneri rimaste dopo il passaggio di Attila,
avrebbe svolto un lavoro inutile (Firenze non esisterebbe più).

I feci della mia casa il luogo del mio supplizio.”

 < Parafrasi Canto 12 Parafrasi Canto 14 >
Comments are closed.

Powered by WordPress. Designed by WooThemes

contatore accessi web