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Parafrasi canto 13 (XIII) dell’Inferno di Dante

non avrebbe disteso la sua mano tra i tuoi rami; Ma la vostra
condizione è tanto incredibile che mi ha fatto decidere
di spingerlo a compiere un gesto che a me stesso dispiace.

Ma digli ora chi sei stato in vita, così che, in sostituzione
di qualche altra ammenda, lui possa rinfrescare la tua fama
nel mondo dei vivi, dove gli sarà consentito ritornare.”

Il tronco disse: “Mi inciti a parlare con parole tanto cortesi,
che io non posso tacere; e non vi pesi quindi
se mi trattengo un poco a parlare con voi.

Io (Pier della Vigna) sono colui che in vita tenne entrambi le
chiavi del cuore di Federico II, e che le impiegò, per chiuderlo
o aprirlo, volgendolo all’odio o all’amore, tanto dolcemente

da escludere infine quasi ogni altro uomo dalle sue confidenze;
operai con fedeltà e zelo nel mio glorioso lavoro di consigliere,
tanto da perdere il sonno e le forze.

La prostituta che dalla corte
imperiale non allontanò mai i suoi occhi avidi, l’invidia,
male del mondo e vizio comune a tutte le corti,

accese contro di me tutti gli animi; e gli animi infiammati
riuscirono ad infiammare contro di me anche l’imperatore,
così che i lieti onori da me conquistati come consigliere si trasformarono in tristi disgrazie.

Il mio animo, che per sua natura sdegna le giustificazioni,
credendo di poter fuggire con la morte al disprezzo,
mi rese crudele contro me stesso, e così mi uccisi.

Ma sulle nuove radici di questo arbusto,
vi giuro di non essere mai venuto meno alla fedeltà
verso il mio signore, che fu tanto degno di onore.

E se qualcuno di voi ritorna nel mondo dei vivi,
dia nuovo vigore alla mia memoria, che giace
ancora tutta malconcia per il colpo inflitto dall’invidia.”

Virgilio stette un poco in silenzio, poi disse rivolto a me: “Dal
momento che egli tace, non perdere tempo, parla e chiedigli
pure qualcosa se hai il piacere di sentirlo ancora parlare.”

Dissi il alla mia guida: “Domandagli tu
ciò che credi opportuno che io sappia; perché
io non ne sarei capace, tanta è la pietà che provo per lui .”

Virgilio ricominciò pertanto a dire: “Faccia quest’uomo
generosamente ciò che tu lo hai pregato di fare,
oh spirito imprigionato in questa pianta, ma a te piaccia

in cambio spiegare perché la vostra anima venga incarcerata
in questi tronchi nodosi; e dicci anche, se lo puoi fare,
se mai alcuna ne sarà liberata.”

Il tronco soffiò allora forte e
quel vento si tramutò poi in queste parole:
“Risponderò brevemente a voi.

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