Footer menù

Parafrasi canto 32 (XXXII) dell’Inferno di Dante

i loro occhi, che anche prima erano molli per il pianto,
lasciarono gocciolare le lacrime sulle labbra, e il gelo
le congelò subito sulle labbra dei due e li saldò l’un con l’altro.

Nessuna spranga serrò mai un pezzo di legno con un altro
in modo così forte; quindi i due come due caproni sbatterono
le loro teste, tanto era l’ira che li colse per non poter parlare.

E un altro che aveva perso entrambe le orecchie
a causa del freddo, pur tenendo il viso rivolto verso il basso,
disse: “Perchè ci osservi tanto, come se ti specchiassi?”

Se vuoi sapere chi sono questi due dannati,
sappi che della valle per la quale scende il fiume Bisenzio
furono i padroni dopo che lo era stato loro padre Alberto.

Sono fratelli, figli della stessa madre; e per tutta la Caina
(prima zona di Cocito) potrai cercare, ma non troverai un’altra
anima più degna di loro d’esser tormentata in questo ghiaccio;

non fu più degno quel Mordret il cui petto e la cui ombra
furono trapassati con un colpo di lancia dalla mano di Artù;
e nemmeno Focaccia dei Cancellieri; e non costui che m’ingombra

con il suo capo, cosicchè io non riesco a vedere oltre,
e si chiamava in vita Sassolo Mascheroni;
e se sei toscano, sai bene chi egli fu.

E affinchè tu non mi faccia parlare oltre con domande,
ti dirò che io fui Camicione de’ Pazzi; e aspetto che Carlino
mi discolpi, mostrando che si può esser peggio di me”.

Dopo io vidi mille volti resi paonazzi
dal gran freddo; tanto che ora mi viene orrore,
e lo proverò sempre, alla vista di guadi, di valichi gelati.

E mentre procedevamo nel mezzo del lago
dove si raduna, è attirato, ogni peso,
ed io tremavo per quel freddo eterno;

se fosse stato per volere, per destino o per fortuna,
non lo so; ma, passeggiando tra le teste dei dannati,
con il mio piede percossi violentemente il viso di uno di loro.

Piangendo mi sgridò: “Perchè mi calpesti?
se non per aggravare la mia pena dovuta alla battaglia
di Montaperti, perchè allora mi molesti?”.

E io: “Maestro mio, puoi aspettarmi qui,
cosicchè io possa togliermi un dubbio riguardo a lui;
poi mi potrai fare fretta tutte le volte che vorrai”.

Virgilio si fermò, e io mi rivolsi a colui che
stava ancora bestemmiando furiosamente contro di me:
“Chi sei tu che rimproveri così gli altri?”.

“E chi sei tu che te ne vai per l’Antenora (seconda zona
del Cocito)” percuotendo” mi rispose “le gote degli altri,
con un colpo che sarebbe stato forte anche se anche fossi ancora vivo?”.

Comments are closed.

Powered by WordPress. Designed by WooThemes

contatore accessi web