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Riassunto canto 36 (XXXVI) del poema Orlando Furioso

Ruggiero, saputo che il cavaliere misterioso (Bradamante) chiede di lui, subito si prepara al combattimento. Ferraù dice però di aver riconosciuto Ricciardetto, fratello di Rinaldo, nel guerriero che l’ha sconfitto e, sapendo che il ragazzo non ha una simile forza, conclude quindi che si tratta necessariamente di Bradamante. Ruggiero non sa a questo punto cosa fare e ritarda la propria uscita.
Marfisa, desiderosa di conquistare quella vittoria, approfitta dell’incertezza dell’uomo per uscire dalle mure e sfidare a duello il cavaliere. Bradamante capisce che non si tratta di Ruggiero, chiede il nome all’avversario, e saputo che si tratta di Marfisa, la donna che le ha rubato l’amante, si accende subito d’ira ed è intenzionata ad ucciderla. Marfisa viene buttata a terra, subito si rialza, impugna la spada e si lancia contro l’avversario per vendicarsi dell’umiliazione subita. La donna pagana cerca di ferire il cavallo di Bradamante, ma questa è veloce a schivare i colpi ed a ributtare nuovamente a terra la rivale, toccandola appena con la propria lancia incantata.

L’esercito saraceno esce dalle mura di Arles. L’esercito cristiano abbandona l’accampamento per sostenere da vicino il proprio cavaliere. Si accendono le prime liti tra le due fazioni ed inizia così una nuova battaglia.

Bradamante riconosce Ruggiero grazie al suo scudo azzurro con al centro un’aquila d’argento. La donna inveisce contro il pagano, dicendogli chiaramente di volerlo uccidere. Ruggiero capisce che la causa di tutto è il suo non avere mantenuto i patti. Vorrebbe parlarle per spiegare le proprie ragioni, ma Bradamante ha ormai già lanciato al galoppo il suo destriero contro di lui.
Il pagano si stringe nell’armatura e tiene la lancia di lato per non ferirla. Lei all’ultimo non riesce a colpirlo e decide quindi di sfogare la propria ira contro gli altri avversari saraceni. Tale sarà la sua furia che la nuova sconfitta dell’esercito di Agramante può essere completamente attribuita a lei.

Ruggiero riesce infine ad avvicinarsi all’amata ed a convincerla a lasciarlo parlare. Si allontanano quindi entrambi dal campo di battaglia e raggiungono un sepolcro di marmo eretto in mezzo ad un bosco.
Marfisa, riuscita nel frattempo a risalire a cavallo e visto Ruggiero partire al galoppo all’inseguimento di Bradamante, subito si inoltra nel bosco e giunge anch’essa al sepolcro. Bradamante si lancia contra la donna, che crede essere la causa del suo male, e la disarciona toccandola una volta ancora con la sua lancia incantata. Inizia un feroce combattimento con la spada, poi, man mano che le avversarie si avvicinano, con i pugnali ed infine con pugni e calci. Ruggiero tenta con le preghiere di separare le due guerriere senza ottenere ascolto, passa infine alle maniere forti e fa così indirizzare contro di sé l’ira di Marfisa. Bradamante rimane da parte a godersi la scena, tale da rimuovere ogni suo precedente dubbio riguardo alla loro relazione.
Nel duello con la spada Ruggiero cerca di colpire l’avversaria di piatto per non ferirla (la sua spada incantata era in grado di annullare l’invulnerabilità della corazza della donna). Marfisa gli infligge un duro colpo che gli fa perdere la sensibilità ad un braccio. L’uomo perde completamente la pazienza ed affonda un duro colpo di punta che, per fortuna, colpisce solo un cipresso e fa tramare tutto il bosco.

Una voce proveniente dal sepolcro fa interrompere il duello tra Marfisa e Ruggiero. Si tratta del mago Atlante, morto per il dolore provocato dal non essere riuscito a proteggere Ruggiero dal suo destino (le stelle gli avevano predetto che sarebbe stato ucciso a tradimento dai cristiani).
Il mago comunica a Ruggiero e Marfisa che sono fratelli gemelli. Almonte e Troiano, padre di re Agramante, avevano ucciso il loro padre Ruggiero II ed abbandonato in mare la loro madre Galaciella. La fortuna aveva però messo in salvo la donna, che li aveva così dati alla luce ed era morta subito dopo.
Atlante aveva dato sepoltura a Galaciella ed aveva allevato i due bambini, facendoli allattare da una leonessa. Un giorno un gruppo di arabi aveva rapido la bambina, ed a lui era rimasto solo Ruggiero.
Detto questo, lo spirito del mago svanisce per raggiungere il regno degli inferi.

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