Footer menù

L’IMBECILLE di Luigi Pirandello | Testo

– Impiccato?
– All’ansola del lume, in cucina. Eh, ma così, no, non mi piace. Troppa fatica, impiccarsi. C’è la rivoltella, caro signore. Morte più spiccia. Bene; sente che dice Paroni? Dice che Pulino è stato un imbecille, non perché si è impiccato, ma perché, prima di impiccarsi, non è andato a Roma ad ammazzar Guido Mazzarini. Già! Perché Costanova, e conseguentemente l’universo, rifiatasse. Quando uno non sa più che farsi della propria vita, se non fa così, se prima d’uccidersi non ammazza un Mazzarini qualunque, è un imbecille. Gliel’avrebbe pagato lui il viaggio, dice. Con permesso, caro signore.
S’alzò di scatto; si strinse, da sotto, con ambo le mani lo scialle attorno al volto, fino alla visiera del berretto; e, così imbacuccato, curvo, lanciando occhiatacce al crocchio degli urloni uscì dal caffè.
Quel forestiere di passaggio restò imbalordito; lo seguì con gli occhi fino alla porta: poi si volse al vecchio cameriere del caffè e gli domandò, costernatissimo:
– Chi è?
Il vecchio cameriere tentennò il capo amaramente; si picchiò il petto con un dito; e rispose, sospirando:
– Anche lui… eh, poco più potrà tirare. Tutti di famiglia! Già due fratelli e una sorella… Studente. Si chiama Fazio. Luca Fazio. Colpa della madraccia, sa? Per soldi, sposò un tisico, sapendo ch’era tisico. Ora lei sta così, grossa e grassa, in campagna, come una badessa, mentre i poveri figliuoli, a uno a uno… Peccato! Sa che testa ha quello lì? e quanto ha studiato! Dotto; lo dicono tutti. Viene da Roma, dagli studii. Peccato!
E il vecchio cameriere accorse al crocchio degli urloni che, pagata la consumazione, si disponevano a uscire dal caffè con Leopoldo Paroni in testa.
Serataccia, umida, di novembre. La nebbia s’affettava. Bagnato tutto il lastricato della piazza; e attorno a ogni fanale sbadigliava un alone.
Appena fuori della porta del caffè tutti si tirarono su il bavero del pastrano, e ciascuno, salutando, s’avviò per la sua strada.
Leopoldo Paroni, nell’atteggiamento che gli era abituale, di sdegnosa, accigliata fierezza, sollevò di traverso il capo, e così col pizzo all’aria attraversò la piazza, facendo il mulinello col bastone. Imboccò la via di contro al caffè; poi voltò a destra, al primo vicolo, in fondo al quale era la sua casa.
Due fanaletti piagnucolosi, affogati nella nebbia, stenebravano a mala pena quel lercio budello: uno a principio, uno in fine.
Quando Paroni fu a metà del vicolo, nella tenebra, e già cominciava a sospirare al barlume che arrivava fioco dall’altro fanaletto ancor remoto, credette di discernere laggiù in fondo, proprio innanzi alla sua casa, qualcuno appostato. Si sentì rimescolar tutto il sangue e si fermò.
Chi poteva essere, lì, a quell’ora? C’era uno, senza dubbio, ed evidentemente appostato; lì proprio innanzi alla porta di casa sua. Dunque, per lui. Non per rubare, certo: tutti sapevano ch’egli era povero come Cincinnato. Per odio politico, allora… Qualcuno mandato da Mazzarini, o dal regio commissario? Possibile? Fino a tanto?
E il fiero repubblicano si voltò a guardare indietro, perplesso, se non gli convenisse ritornare al caffè o correre a raggiungere gli amici, da cui si era separato or ora; non per altro, per averli testimonii della viltà, dell’infamia dell’avversario. Ma s’accorse che l’appostato, avendo udito certamente, nel silenzio, il rumore dei passi fin dal suo entrare nel vicolo, gli si faceva incontro, là dove l’ombra era più fitta. Eccolo: ora si scorgeva bene: era imbacuccato. Paroni riuscì a stento a vincere il tremore e la tentazione di darsela a gambe; tossì, gridò forte:
– Chi è là?
– Paroni, – chiamò una voce cavernosa. Un’improvvisa gioia invase e sollevò Paroni, nel riconoscere quella voce:
– Ah, Luca Fazio… tu? Lo volevo dire! Ma come? Tu qua, amico mio? Sei tornato da Roma?
– Oggi, – rispose, cupo, Luca Fazio.
– M’aspettavi, caro?
– Sì. Ero al caffè. Non m’hai visto?
– No, affatto. Ah, eri al caffè? Come stai, come stai, amico mio?
– Male; non mi toccare.
– Hai qualche cosa da dirmi?

No comments yet.

Lascia un commento

Unable to load the Are You a Human PlayThru™. Please contact the site owner to report the problem.

Powered by WordPress. Designed by WooThemes

contatore accessi web