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ACQUA AMARA di Luigi Pirandello | Testo

Mia madre, per spirito di carità, anzi di sacrifizio, non ostante la tremarella, aveva voluto assistere alla cerimonia e poi rimanere lì presso al letto della colpita.
Sembrava che il colera fosse venuto a Napoli per me, per castigar me del peccato mortale, e che dovesse passare con la guarigione di Carlotta, tanto impegno, tanto zelo mise mia madre a curarla. Appena l’ebbe salvata, vedendo che lì, in quel quartierino, mancavano per la convalescente tutti i comodi, volle anche portarsela a casa, non ostante la mia opposizione.
Capirà bene che, entrata, Carlotta non ne uscì se non mia sposa legittima di lì a poco, appena cessata la morìa.
E ribeviamo, caro signore!
Per fortuna, a Carlotta durante l’epidemia erano morti padre, madre e fratelli. Fortuna e disgrazia, perché, unica superstite della famiglia, ereditò trentotto o quarantamila lire, frutto della nobile professione paterna.
Moglie e con la dote, che vide, signor mio? cambiò da un giorno all’altro, da così a così.
Ora senta. Sarà che io mi trovo in corpo un certo spiritaccio… come dire? fi… filosofesco, che magari a lei potrà sembrare strambo; ma mi lasci dire.
Crede lei che ci siano due soli generi, il maschile e il femminile?
Nossignore.
La moglie è un genere a parte; come il marito, un genere a parte.
E, quanto ai generi, la donna, col matrimonio, ci guadagna sempre. Avanza! Entra cioè a partecipare di tanto del genere mascolino di quanto 1’uomo, necessariamente, ne scapita. E ne scapita molto, creda a me.
Se mi venisse la malinconia di comporre una grammatichetta ragionata, come dico io, vorrei mettere per regola che si debba dire: il moglie; e, per conseguenza, la marito.
Lei ride? Ma per la moglie, caro signore, il marito non è piú uomo. Tanto vero, che non si cura piú di piacergli.
«Con te non c’è piú sugo,» pensa la moglie. «Tu già mi conosci.»
Ma pure, se il marito è così dabbenaccio da rinzelarsi, vedendola per esempio a letto come una diavola, coi capelli incartocciati, col viso impiastricciato, e via dicendo:
– Ma io lo faccio per te! – è capace di rispondergli lei.
– Per me?
– Sicuro. Per non farti sfigurare. Ti piacerebbe che la gente, vedendoci per via, dicesse: «Oh guarda un po’ che moglie è andato a scegliere quel pover’uomo»?
E il marito, che – gliel’assicuro – non è piú uomo, si sta zitto; quand’invece dovrebbe gridare:
– Ma me lo dico io da me, cara, che moglie sono andato a scegliermi, nel vederti così, adesso, accanto a me! Ah tu mi ti mostri brutta per casa e a letto, perché gli altri poi, per via possano esclamare: «Oh guarda che bella moglie ha quel pover’uomo»? E mi debbono invidiare per giunta? Ma grazie, grazie, cara, di quest’invidia per me, che si traduce, naturalmente, in un desiderio per te. Tu vuoi esser desiderata perché io sia invidiato? Quanto sei buona! Ma piú buono sono io che t’ho sposata.
E il dialogo potrebbe seguitare. Perché c’è il caso, sa? che la moglie abbia anche l’impudenza incosciente di domandare al marito se, acconciata adesso e parata per uscire a passeggio, gli pare che stia bene.
Il marito dovrebbe risponderle:
– Ma sai. cara? I gusti son tanti. A me, come a me, già te l’ho detto, codesti capelli pettinati così non mi garbano. A chi vuoi piacere? Bisognerebbe che tu me lo dicessi, per saperti rispondere. A nessuno? proprio a nessuno? Ma allora, benedetta te, nessuno per nessuno, cerca di piacere a tuo marito, che almeno è uno!
Caro signore, a una tale risposta la moglie guarderebbe il marito quasi per compassione, poi farebbe una spallucciata, come a dire:
– Ma tu che c’entri?
E avrebbe ragione. Le donne non possono farne a meno: per istinto, vogliono piacere. Han bisogno d’esser desiderate, le donne.
Ora, capirà, un marito non può piú desiderar la moglie che ha giorno e notte con sé. Non può desiderarla, intendo, com’ella vorrebbe esser desiderata.
Già, come la moglie nel marito non vede piú l’uomo così l’uomo nella moglie, a lungo andare, non vede piú la donna.
L’uomo, piú filosofo per natura, ci passa sopra; la donna, invece, se ne offende; e perciò il marito le diventa presto increscioso e spesso insopportabile.
Essa deve fare il comodo suo, e il marito no.

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