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IL VIAGGIO di Luigi Pirandello | Testo

Dietro l’uscio, intanto, tempestavano i figliuoli, impazienti:
– Mamma, fatto? Ancora?
Come se la mamma di là stésse ad abbigliarsi per una festa! Non pensavano più alla ragione per cui quegli abiti erano arrivati; non ci pensava più, veramente, nemmeno lei, in quel momento.
Quando, tutta confusa, accaldata, levò gli occhi e si vide nello specchio dell’armadio, provò un’impressione violentissima, quasi di vergogna. Quell’abito, disegnandole con procacissima eleganza i fianchi e il seno, le dava la sveltezza e l’aria d’una fanciulla. Si sentiva già vecchia: si ritrovò d’un tratto in quello specchio, giovane, bella; un’altra!
– Ma che! ma che! Impossibile! – gridò, storcendo il collo e levando una mano per sottrarsi a quella vista.
I figliuoli, l’esclamazione, cominciarono a picchiare più forte all’uscio con le mani, coi piedi, a sospingerlo, gridandole che aprisse, che si facesse vedere.
Ma che! no! Si vergognava. Era una caricatura! No, no.
Ma quelli minacciarono di buttar l’uscio a terra. Dovette aprire.
Restarono anch’essi, i figliuoli, abbagliati dapprima da quella trasformazione improvvisa. La mamma cercava di schermirsi, ripetendo: – Ma no, lasciatemi! ma che! impossibile! siete matti? – quando sopravvenne il cognato. Oh, per pietà! Tentò di scappare, di nascondersi, come se egli l’avesse sorpresa nuda. Ma i figliuoli la tenevano; la mostrarono allo zio che rideva di quella vergogna.
– Ma se ti sta proprio bene! – disse egli, alla fine, ritornando serio. – Su, lasciati vedere.
Si provò ad alzare il capo.
– Mi pare d’essere mascherata…
– Ma no! Perché? Ti sta invece benissimo. Voltati un poco… così, di fianco…
Obbedì, sforzandosi di parer calma; ma il seno, ben disegnato dall’abito, le si sollevava al frequente respiro che tradiva l’interna agitazione cagionata da quell’esame attento e tranquillo di lui, espertissimo conoscitore.
– Va proprio bene. E i cappelli?
– Certe ceste! – esclamò Adriana, quasi sgomenta.
– Eh sì, usano grandissimi.
– Come farò a mettermeli in capo? bisognerà che mi pettini in qualche altro modo.
Cesare tornò a guardarla, calmo, sorridente; disse:
– Ma sì, hai tanti capelli…
– Sì, sì, brava mammina! Pettinati subito! – approvarono i figliuoli.
Adriana sorrise mestamente:
– Vedete che mi fate fare? – disse, rivolgendosi anche al cognato.
La partenza fu stabilita per la mattina appresso.
Sola con lui!

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