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DOPO IL TEATRO di Carlo Collodi

IDA: Dunque si recita o non si recita questa scena?
ALFREDO: Lasciatemi distribuire le parti a me. Io farò da Carlo, ossia da figlio, e tu, Ida, farai la parte della madre.
GINO: E io?
ALFREDO: E tu farai da marito, ossia farai la parte di quello che arriva da ultimo e che tira la revolverata.
GINO: Fossi matto! Io non le faccio quelle brutte cosacce!
ALFREDO: S’intende bene che, invece di tirare colla pistola, tu farai il colpo con la bocca.
GINO: Come sarebbe a dire?
ALFREDO: Tu farai colla bocca: bum!
GINO: E quando lo debbo fare?
ALFREDO: Quando sarà il momento.
GINO: Ho capito.
ALFREDO: Dunque attenti. Io starò da questa parte: tu, Ida, mettiti là, vicina a quella tavola, per poterti appoggiare, quando dovrà venirti lo svenimento.
GINO: E io?
ALFREDO: E tu nasconditi dietro quella porta: e quando sarà il momento, uscirai fuori tutt’a un tratto e farai: bum!
IDA: Se io faccio la parte di madre, tocca a me a incominciare.
ALFREDO: Comincia pure: io son pronto.
IDA (movendosi e gestendo drammaticamente): «No, Carlo, voi non partirete… Oh! Dio!… se voi poteste… oh! Dio!… vedere i tormenti… e lo strazio… oh! Dio… di quest’anima!… Oh! Dio, pietà… di questa povera infelice…»
IL CAMERIERE (affacciandosi sulla porta): Signorini, il babbo li chiama a cena.
ALFREDO: Eccoci subito. Su, Ida; riattacca subito la tua parte, ma mettici un po’ più di passione… un po’ più di singhiozzo… molto singhiozzo.
IDA (declamando): «Oh! Carlo! Se poteste leggere… Oh Dio… in questo cuore… Oh!… Se poteste contare le lacrime…»
GINO (uscendo fuori): Bum!
ALFREDO (a Gino): No, no! Troppo presto, ancora no!
GINO: Spicciatevi, ragazzi, perché io voglio andare a cena.
ALFREDO: Avanti, Ida, avanti!
IDA (declamando): «No, Carlo, ve lo ripeto, voi non partirete… voi non potete partire di qui…»
ALFREDO (declamando): «Sì, o donna, io partirò… io lascerò
questi luoghi fatali… io fuggirò lontano, lontano, lontano…»
GINO (uscendo fuori): Bum! bum! bum!
ALFREDO: Ancora no, t’ho detto!
GINO: Ho fame, la volete capire?
ALFREDO: Altri due minuti, e la scena è finita. (declamando) «Sì, il mio destino vuole così… noi non ci rivedremo mai più… mai più!»
IDA: «Voi, Carlo, non partirete!»
ALFREDO: «Io partirò!»
IDA: «No…»
ALFREDO: «Sì: chi potrà impedirmelo?»
IDA: «Io!»
ALFREDO: «Voi?… e chi siete voi?»
IDA (con molto singhiozzo): «Sciagurato!… io… so… no… tua…»
GINO (uscendo fuori e interrompendo): Sai, Bettina: penserai tu a fare bum; io ho troppa fame e scappo a cena (via di corsa).
ALFREDO: Quand’è così, si può calare il sipario e andare a cena anche noi.

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