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UN GIORNO DI GIUGNO 2013 di Massimo Tosi

Erano all’incirca le 17,00 di sabato 22 Giugno 2013, quando il trillo del telefono spezzò il silenzio nei locali del ristorante La Cascina.
Situato alle porte del Lago Maggiore in una splendida cornice ai piedi del colosso di San Carlo, il ristorante offre un ottima cucina tipicamente trentina ed un accoglienza semplice ma vera, pulita, di quelle che ti fanno sentire a proprio agio.

Drin Drin Drin

– Ristorante La Cascina, buongiorno ! – rispose la titolare
– Si, buongiorno, sono De Marchi, è possibile avere un tavolo per quattro persone questa sera verso le venti ? –
– Certo Sig. De Marchi saremo lieti di avervi fra i nostri ospiti di questa sera. –
– Grazie Signora, allora a questa sera. – e chiuse la comunicazione.
I preparativi erano in corso, le tavole stavano per essere imbandite di tutto punto in attesa dei clienti ospiti quella sera, lo chef era intento a preparare le succulente portate che di lì ha poche ore sarebbero uscite dalle cucine: canederli, spatzle, stinchi, strudel e molte altre prelibatezze che avrebbero deliziato i palati di quella sera.
De Marchi era un uomo d’affari, appassionato delle cose belle, amante della buona cucina, del buon vino, e non disprezzava nemmeno l’ottima birra; era solito di tanto in tanto essere ospite del locale ove non si faceva mancare l’ottimo Terdolego che spiccava nella lista dei vini.
Risiedeva a Dormelletto, una cittadina lacustre alle porte di Arona.
Erano le ore venti ed ecco arrivare i primi ospiti alla Cascina di Sabrina … sì, Sabrina, la titolare del locale, una persona molto alla mano, cordiale e sempre con il sorriso sulle labbra.
De Marchi arrivò alle 20,05 in compagnia di una coppia amica di Milano sua ospite, alla quale voleva fare conoscere questo ristorante.
– Buonasera ! Benvenuti ! – li accolse la padrona di casa facendo cenno per accompagnarli al tavolo loro designato.
– Buonasera ! Grazie – replicarono quasi in simultanea i tre avventori del locale.
I tre si sedettero al tavolo loro designato e lo stesso ove spesso il De Marchi preferiva.
Non appena seduti si udì uno squillo …

Din Din Don Don

– Si, pronto? – Rispose Arturo De Marchi al suo cellulare di ultima generazione.
– Ciao, sono Francesca, sono qui davanti alla statua di San Carlo e non so che strada prendere. –
– Ah ok va bene, sei a pochi passi dal ristorante, aspettami li due minuti e vengo a recuperarti. –
– Ok, va bene, grazie, aspetto qui. – rispose Francesca dall’altra parte del telefono.
Arturo scusandosi chiese il permesso di assentarsi pochi minuti per andare a recuperare Francesca.
La coppia annuì e nell’attesa ordinò Hugo, un aperitivo sfizioso e delicato.
Erano ormai le 20,40 quando Arturo De Marchi fece irruzione nel locale assieme alla sua amica Francesca.
– Ciao scusate il ritardo ma, siccome Francesca non aveva mai avuto modo di visitare la zona, ne abbiamo approfittato e abbiamo fatto qualche foto con il cellulare. –
– Nulla, figurati Arturo – commentò la coppia – Avete fatto benissimo! –
– Grazie per la comprensione! Vi presento Francesca, un amica di lunga data. –
Dopo le varie presentazioni i quattro decisero di ordinare la loro cena.
Erano circa le 21,30 ed Arona era in fermento, a distanza si sentivano ululare le sirene della polizia, carabinieri, ambulanze.
Tutti si chiedevano cosa fosse successo.
Dalle prime notizia che giravano sui social network pareva essere stato rinvenuto il cadavere di una donna, in una palazzina del centro storico.
Le notizie si alternavano, chi diceva che era morta di asfissia chi avvelenata chi sosteneva che fu colpita da arma da fuoco.
Alle 22,30 la prima vera notizia ufficiale spuntò sulla pagina Facebook di un noto giornale locale.
Arona: Trovato cadavere di una donna, bionda dall’apparente età di 43 anni pare che le cause della morte siano dovute a strangolamento.
Nelle prossime ore vi terremo aggiornati
I quattro ospiti del ristorante la Cascina chiacchieravano tranquillamente in attesa del dolce ordinato a conclusione di una splendida cena in buona compagnia, di lì a poco avrebbero preso un caffè e un buon amaro quando ad un tratto ……

Din Don Din Don

– Pronto? – rispose De Marchi
– Buonasera, è il Sig. Arturo De Marchi?-
– Si, mi dica !-
– Carabinieri di Arona, dove si trova ora Sig. De Marchi ?-
– Mi trovo a cena sul colle di San Carlo con amici. –
– Sarebbe opportuno che lei ci raggiungesse in caserma per comunicazioni che la riguardano, con una certa urgenza.-
– Ok va bene, arrivo il prima possibile.-
Chiuse la comunicazione avvisò i suoi ospiti dell’accaduto, diede un bacio molto confidenziale alla sua amica Francesca, si congedò e prese a dirigersi in tutta fretta al comando dei Carabinieri di Arona.

Giunto a destinazione De Marchi suonò al citofono della caserma ove il piantone di servizio gli aprì chiedendogli cosa volesse, Arturo presentandosi disse di essere stato convocato con urgenza, il piantone alzò una cornetta e fece la comunicazione a chi di dovere.
Di lì a poco si presentò il Comandante che invitò il De Marchi a seguirlo nel suo ufficio.

– Si accomodi – disse il comandante al suo ospite.
– Grazie – rispose Arturo con voce affannata – mi dica tutto, qual’è il motivo della mia convocazione ?-
– Si tratta di sua moglie Carolina … –
– Che ha combinato mia moglie ? Dove si trova ?-
– Ehm Sig. De Marchi … sua moglie è deceduta ! –
– Come deceduta? Se ci siamo lasciati poche ore fa. –
– Purtroppo è stata trovata morta in un’abitazione del centro storico di Arona, pare sia stata strangolata. –
– Oh mio Dio! E dove è adesso ? –
– È stata portata nel luogo di competenza ove verrà sottoposta ad autopsia … mi spiace … –
– Immagino non sia possibile vederla … –
– Assolutamente no, ma mi dica … lei è sempre stato al Ristorante la Cascina dalle 20,00 sino alla nostra chiamata ? –
– Certamente che si con amici miei ospiti, anzi ora che mi sovviene mi sono assentato per venti minuti circa per raggiungere un amica alla statua di San Carlo e li abbiamo fatto qualche foto assieme per poi raggiungere il locale –
– Meno male per cui può fornirci un alibi. Chiederemo ai suoi ospiti se quello che dice è verità, posso vedere le fotografie che ha scattato ed averne una copia ?-
– Certo che si, non ho nulla da nascondere io sà !! –
– Questo non lo metto in dubbio. Mi faccia scaricare una copia delle foto e poi è libero di raggiungere nuovamente i suoi ospiti o se preferisce di tornare a casa. –
– Ecco questo è il mio cellulare queste come vede sono le foto fatte assieme alla mia amica Francesca prima di rientrare alla Cascina. –
– La ringrazio in effetti siete voi due ai piedi della statua di San Carlo. Ne faccio una copia e poi lei è libero. –
– Grazie – rispose Arturo con fare nervoso.
Raggiunti gli amici di fretta a furia che lo aspettavano al ristorante, De Marchi raccontò l’accaduto, i quattro dopo aver ringraziato Sabrina e lo chef Carlo, si congedarono e uscirono dal locale.
La coppia di amici di Arturo dispiaciuta per l’accaduto e trovando opportuno lasciare l’amico con Francesca dopo averlo consolato un po’ salutarono e ripresero la strada per raggiungere Milano.
– Ma sospettano di te ?- disse Francesca
– Sì, ma ho fornito le prove delle foto per cui non credo vi siano grossi problemi da quel punto di vista, vedrai andrà tutto bene tesoro, ora è meglio che ci lasciamo rientrerò a casa e ne riparliamo domattina con calma. –
– Ok, buona notte, stai attento Arturo –
– Si, buonanotte, anche tu stai attenta, se dovessero interrogarti conferma la versione di come sono andate le cose. –
Erano circa le 06,30 del mattino quando i carabinieri di Arona fecero irruzione nella casa di De Marchi.
– Sig. Arturo De Marchi ?-
– Si – rispose l’uomo
– Lei è in arresto per l’omicidio di sua moglie Carolina, tutto quello che dice potrà essere usato contro di lei. –
– Mah io sono innocente, posso almeno chiamare il mio avvocato ?-
– Certo, lo farà più tardi dal comando. –
Come hanno fatto gli inquirenti a scoprire che Arturo De Marchi mentiva nonostante avesse le prove delle fotografie scattate ed un alibi alquanto importante ?
Perché il De Marchi avrebbe voluto eliminare la moglie ?

Racconto di Massimo Tosi, concorso letterario 2013 de La Cascina

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