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Parafrasi COMPLETA del canto 46 (XLVI) del poema Orlando Furioso

Parafrasi del Canto 43 (XLVI) del poema Orlando Furioso – Leone  rinuncia a Bradamante e convince Ruggiero a abbandonare l’idea di lasciarsi morire. Tornano quindi insieme a Parigi per svelare l’identità misteriosa del cavaliere che ha vinto in duello la mano della donna. Re Carlo organizza in grande stile il matrimonio tra Ruggiero e Bradamante, ma durante la cerimonia arriva Rodomonte che accusa il cristiano di tradimento e lo sfida a duello. Dopo un duro combattimento Ruggiero uccide il pagano.

Leggi il testo del canto 46 (XLVI) del poema Orlando Furioso

1
Ora, se la mia carta nautica dice il vero,
non manca molto ed il porto apparirà ai miei occhi;
così che giunto a riva posso finalmente sciogliere
i voti fatti a chi mi ha guidato e protetto lungo una via
così lunga; dove, o di non tornare con la nave intatta,
o di sbagliare sempre direzione, mi lasciai spaventare.
Ma mi sembra ora di vedere, anzi vedo per certo,
vedo la terra, e vedo la costa per un facile approdo.

2
Sento giungere fino a me un boato di voci e suoni
allegri che fa vibrare l’aria e rimbombare le onde:
sento suoni di campane e di trombe
che sovrastano e confondono l’alto grido delle persone.
Ora comincio anche a riconoscere chi sono quelle
persone che affollano entrambe le sponde del porto.
Sembra che tutti siano contenti per il fatto che sia
giunto fino alla fine di un viaggio tanto impegnativo.

3
Oh di che belle ed intelligenti donne,
oh di che nobili cavalieri vedo tutta la costa adorna!
Oh di che amici, verso i quali sarò sempre debitore
per l’immensa gioia che mostrano per il mio rientro!
Mamma e Ginevra e le altre da Correggio
vedo presso al molo, sulla sua punta estrema:
con loro c’è Veronica da Gambera,
così cara ad Apollo ed alle Muse.

4
Vedo un’altra Ginevra, sempre della medesima
stirpe della prima, e con lei c’è anche Giulia;
vedo Ippolita Sforza, e Damigella Trivulzio
cresciuta nel culto della poesia:
vedo te, Emilia dei conti Pio, te, Margherita Gonzaga,
che hai vicino a te Angela Borgia e Graziosa Maggi.
Insieme a Ricciarda d’Este ci sono le belle
Bianca, Diana e le loro altre sorelle.

5
Ed ecco anche la bella, ma molto più saggia ed onesta,
Barbara dei Turchi, e la sua compagna è Laura Dianti:
il sole non può vedere una bontà maggiore della loro
in tutto il suo corso, da oriente a occidente.
Ed ecco Ginevra, il cui valore impreziosisce
e rende famosa la casata Malatesta,
tanto che mai palazzi di imperatori o re
ebbero fregi più degni di rispetto e di stima.

6
Se lei fosse stata a Rimini in quel tempo
in cui il superbo Cesare, sottomessa la Gallia,
ebbe il dubbio se oltrepassare il Rubicone
e dichiarare così guerra a Roma; sono portato
a credere che ogni bandiera sarebbe stata abbassata,
i molti trofei sarebbero stati deposti ai suoi piedi,
avrebbe accettato tutte le condizioni da lei volute,
e forse non avrebbe più neanche oppresso la libertà degli altri.

7
C’è anche la moglie del signore di Bozolo,
e sua madre, le sorelle e le cugine, e ci sono
anche le donne delle famiglie Torelli e Bentivoglio,
e quelle delle famiglie Visconti e Pallavicino;
ed ecco anche colei che ruba a tutte le altre,
ed a quante o greche o barbare o latine ci furono
mai state, e delle quali si sentono ancora le lodi,
il miglior complimento per la grazia e la bellezza,

8
parlo di Giulia Gonzaga, che ovunque indirizzi i suoi
piedi, ed ovunque volga i suoi occhi sereni, non solo
qualunque altra donna le è inferiore per bellezza,
ma la ammira anche come fosse una dea scesa dal cielo.
Con lei c’è sua cognata, la cui fedeltà non
venne mai meno, sebbene la fortuna si mostrò
sua nemica e per molto tempo le si oppose. Ed ecco
Giovanna d’Aragona e musa del marchese del Vasto;

9
Ecco Anna, bella, gentile, cortese e saggia,
monumento alla castità, alla fedeltà ed all’amore.
Lì con lei c’è la sorella, che dove risplende la
sua gran bellezza, ogni altra donne subisce uno strazio.
Ecco colei che ha tolto dalla scura spiaggia dello
Stige, dall’oblio dell’oltretomba, con uno stile
mai più visto, a dispetto delle Parche e della Morte,
il suo mai sconfitto marito, facendolo risplendere nel cielo.

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