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LA LUNA E I FALO’ di Cesare Pavese | Riassunto, analisi e commento

Ritornato al paese dove ha vissuto la sua giovinezza Anguilla ritrova quindi solamente il suo vecchio amico Nuto, che da giovane era sempre stato la sua figura di riferimento: il ragazzo suonava il clarino nella banda in occasioni delle diverse feste che si tenevano nei paesi intorno, aveva visto di più del “mondo”, parlava come un adulto e sapeva come comportarsi come un adulto in qualunque situazione. Ora ha abbandonato la musica ed è falegname nella bottega ereditata dal padre. Nuto è cambiato ma è rimasta viva in lui la convinzione che sia necessario riscattarsi dalla profonda ingiustizia del mondo.

Sarà l’amico ritrovato a raccontare infine ad Anguilla la storia di Santina, uccisa e poi bruciata dai partigiani dopo che era stato scoperto il suo doppio gioco con i fascisti.

Il protagonista fa anche la conoscenza di Cinto, un bambino storpio di dieci anni figlio di Valino, il mezzadro che ha in gestione la Gaminella. La famiglia del ragazzo è ancora più povera e disgraziata di quella che era stata la famiglia di Anguilla: non sono nemmeno proprietari della piccola tenuta ma devono dividere ogni raccolto con la proprietaria. Valino sfoga tutta la sua disperazione per la sua misera condizione picchiando e maltrattando il figlio, le donne di case ed anche il loro cane.

Un giorno, esasperato dalla gravosa riscossione dei prodotti frutto del proprio lavoro, l’uomo uccide Rosina, la sua convivente, dà fuoco al capanno uccidendo viva la madre di lei e si impicca infine ad un nocciolo. Cinto è l’unico a riuscire a salvarsi alla furia dell’uomo.

Anguilla si è affezionato al ragazzo perché in lui rivede sé stesso da bambino. Nonostante il disappunto dell’amico Nuto, tenta anche di mettergli in testa l’idea di lasciare il paese per cercare fortuna lontano, seguendo il suo esempio (il protagonista stesso dichiara più volte di essere disposto a rifarlo ancora, ritrovandosi nelle condizioni in cui aveva dovuto vivere). Il protagonista convince infine Nuto a prendere Cinto come apprendista e dare quindi anche a lui una possibilità di riscatto.

Commento e analisi:
“Un paese ci vuole”: le radici, il ritorno. Fin dalle prime pagine del romanzo si palesano due dei temi fondamentali del romanzo: l’esigenza del recupero della radici (spesso frustrata) e il ritorno al luogo e al tempo di origine (anche questo irrecuperabile). Il protagonista, Anguilla, fa ritorno alla sua terra, le Langhe, dopo l’esperienza in America, uno dei miti letterari pavesiani. Siamo nel secondo dopoguerra e le colline delle Langhe sono state teatro di un’aspra guerra dopo l’8 settembre del 1943, uno scontro senza quartiere tra le brigate partigiane, prevalentemente animate e guidate da membri del Partito comunista, all’epoca ancora clandestino, e le forze nazifasciste che avevano formalmente il controllo del Nord Italia. Aspra guerra raccontata in modo puntuale da Beppe Fenoglio nei sui romanzi. Anguilla è un orfano che tornando nella sua terra cerca di rinsaldare le sue radici, tentativo destinato a fallire viste le premesse iniziali: la condizione di orfano rimanda immediatamente al tema dello sradicamento, del senza radici, per cui fin dalle prime pagine si assiste a un’impresa destinata alla sconfitta. Questo tema si presenta in tutta la sue evidenza e mette in moto un viaggio di andata, il cui ritorno non è garantito sebbene il rapporto con i luoghi sembrerebbe naturale, evidente: «Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti». Il problema di Anguilla tuttavia non è confinato al solo luogo, allo spazio, ma al tempo: quando fa ritorno a Santo Stefano Belbo (che per altro è il luogo di nascita dell’autore) la vita non è la stessa di quando è partito, molti abitanti sono morti e le stesse colline hanno risentito fortemente dello spietato passaggio della storia.

One Response to LA LUNA E I FALO’ di Cesare Pavese | Riassunto, analisi e commento

  1. Luca Febbraio 1, 2016 at 8:32 am #

    L’ho finito ieri e non mi ha appassionato molto questo libro, non mi è piaciuto molto il modo di scrivere di Pavese. A volte è difficile capire l’utilità di certi capitoli.

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