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Parafrasi canto 7 (VII) del Purgatorio di Dante

Alla nostra destra si trovano alcune anime appartate dalle altre,
se me lo permetti, io ti condurrò da loro,
e te le presenterò anche, di sicuro con tuo grande piacere.”

“Perché è così?”, rispose Virgilio, “Chi volesse
salire di notte, verrebbe ostacolato
da qualcuno, oppure semplicemente non ne sarebbe in grado?”

Il generoso Sordello fregò allora il dito sulla terra (tracciano una linea)
dicendo: “La vedi? Non saresti in grado di superare nemmeno questa riga
una volta che il sole è sparito dietro all’orizzonte:

non perché ci sia qualcosa che ti impedisca,
oltre alle tenebre della notte, di salire verso l’alto;
sono le tenebre, rendendo impossibile la salita, a bloccare ogni volontà.

In piena notte si potrebbe invece tornare facilmente in basso
e percorrere tutta la costa di quest’isola
per tutto il tempo che il sole rimane oltre la linea dell’orizzonte.”

Allora Virgilio, la mia guida, con una certa meraviglia
disse: “Portaci pure in quel luogo in cui, dici,
possiamo piacevolmente ripararci per la notte.”

Ci eravamo di poco allontanati da lì,
quando mi accorsi che il monte presentava una parte concava,
allo stesso modo in cui valli segnano le montagne del nostro mondo.

“Là”, disse quell’anima, “andremo noi,
dove il fianco del monte forma un avvallamento;
ed in quel luogo aspetteremo la nascita del nuovo giorno.”

Tra la pianura ed il pendio serpeggiava un sentiero obliquo,
che ci condusse fino ad un lato di quella valle, nel punto in cui
il suo fianco si abbassa per più di metà della sua massima altezza.

Il giallo dell’oro ed il bianco dell’argento puro, il rosso della cocciniglia
ed il bianco della biacca, l’indaco, lo splendore chiaro della lichite,
il verde vivo dello smeraldo nel momento in cui viene spezzato,

sarebbero tutti superati dal vivo splendore dell’erba e dei fiori,
cresciuti all’interno di quell’insenatura, così come il più piccolo
viene superato e vinto dal suo corrispondente più grande.

La natura non si era limitata a dipingere in modo incredibile,
ma con la grazia di mille diverse flagranze
aveva creato un profumo unico ed indistinguibile.

Vidi quindi delle anime cantare l’inno “Salve, Regina”
stando sedute su quel prato verde e su quei fiori
anime che non potevano essere viste stando all’esterno della valle.

“Prima che il tramonto sia completo, che anche il poco sole rimasto scenda sotto
l’orizzonte”, disse l’anima Mantovana che ci aveva condotti fin lì,
“non vogliate che io vi porti in mezzo a quelle anime.

Da questa punto sopraelevato potrete meglio conoscere
le imprese ed i volti di tutti quegli spiriti laggiù, piuttosto che stando mescolati ad essi giù nell’avvallamento.

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