Footer menù

Parafrasi canto 21 (XXI) del Paradiso di Dante

Ma quella (Beatrice) da cui io aspetto sempre consigli
sul modo e sul momento di parlare e di tacere, rimase immobile;
perciò io faccio bene a non domandare anche se controvoglia.

Perciò ella, che vedeva in Dio
la ragione del mio stare zitto,
mi disse: ” Sazia il tuo ardente desiderio di conoscenza”.

E io allora iniziai: “Io non sono degno
per mio merito, che tu mi risponda;
ma in nome di colei che mi concede di domandarti,

spiegami la ragione per cui sei così vicina a me
o anima santa che ti circondi, nascondendoti
dentro la tua beatitudine;

e dimmi perché in questo cielo non risuona
la dolce musica celestiale del Paradiso,
che nei cieli inferiori così devotamente riecheggiano”.

“I tuoi sensi di udito e vista sono mortali”
mi rispose; “per cui qui non si canta
per la stessa ragione per cui Beatrice non ride.

Io sono sceso giù per i gradini
della scala santa, soltanto per accoglierti
con le mie parole e con la luce che mi avvolge;

non fui più sollecita per un particolare affetto per te;
poiché quassù maggiore o uguale amore ferve (in tutte le anime)
così come ti mostra il loro fiammeggiare.

Ma l’amore verso Dio, che ci rende pronte esecutrici
della volontà della Provvidenza divina;
sorteggia per ciascuna il suo compito, come puoi vedere”.

“Capisco” dissi io “o anima beata,
come in questo cielo il libero amore divino
è sufficiente per esaudire i voleri della Provvidenza eterna;

ma questo è il punto che mi riesce arduo da intendere,
perché tu sola sei stata predestinata,
tra le tue compagne, a questo compito”.

E non feci in tempo a completare il discorso,
che quell’anima luminosa iniziò a girare su se stessa
facendo perno del suo punto mediano;

poi rispose tramite la carità che stava dentro alla luce:
“la luce divina penetra in me
attraverso lo splendore luminoso di cui sono fasciato,

la cui virtù aggiunta alla mia intelligenza mortale,
m’innalza sopra me stesso a tal punto che vedo
la somma essenza divina da cui deriva quella luce.

Di qui deriva la gioia che mi fa brillare;
perché il fulgore della mia fiamma è pari
alla mia capacità di vedere Dio.

No comments yet.

Lascia un commento

Unable to load the Are You a Human PlayThru™. Please contact the site owner to report the problem.

Powered by WordPress. Designed by WooThemes

contatore accessi web