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Parafrasi canto 9 (IX) dell’Inferno di Dante

“Voi, cacciati dal cielo, esseri spregievoli”,
cominciò a dire dall’ingresso di quell’orribile porta,
“per che motivo nutrite questa vostra arroganza?

Perché vi opponete con forza alla volontà di Dio
che non può mai fallire nel suo fine,
e che in più occasioni vi ha accresciuto la pena?

Che vantaggio avete nello scontrarvi contro le immutabili decisioni divine?
Il vostro Cerbero, se vi ricordate bene, come punizione per un tale
comportamento, porta ancora delle lacerazioni al mento ed al collo.”

Detto questo, tornò indietro lungo la strada fangosa,
senza rivolgerci la parola, ma si comportò come
un uomo stretto e sospinto da un’altra urgenza,

diversa da quella di colui che è lì davanti a lui;
io e Virgilio ci avviammo invece verso Dite,
rassicurati dopo le sante parole dell’angelo.

Entrammo in Dite senza incontrare nessun’altra opposizione;
ed io, che desideravo ardentemente osservare
quale fosse la condizione interna a quella fortezza,

non appena fui dentro le mura, spingo il mio sguardo tutt’intorno;
e vedo da ogni parte un grande spazio pianeggiante
pieno di dolore e di tremende pene.

Così come nei pressi di Arles, dove il Rodano diviene palude,
e così come a Pola, vicino al Quarnaro
che dà termine all’Italia e ne bagna i confini,

le tombe rendono vario tutto lo spazio circostante,
allo stesso modo facevano le tombe presenti da ogni parte a Dite,
tranne per il fatto che là erano molto più dolorose;

perché tra le tombe erano sparsi fuochi
che rendevano completamente roventi i sepolcri, nella misura
che non viene richiesta da nessun arte metallurgica per il ferro.

Tutti i coperchi erano alzati
e dalle tombe fuoriuscivano lamenti tanto disperati,
da far capire facilmente quale fosse la pena dei misaribili in esse rinchiusi.

Dissi: “Maestro, chi sono coloro
che, seppelliti dentro quei sarcofaghi,
fanno sentire i loro sospiri tanto dolenti?”

Mi rispose Virgilio: “Sono gli eresiarchi, i capi delle eresie,
con tutti i loro seguaci, di ogni setta, e le tombe
sono molto più cariche di anime di quanto tu possa pensare.

Qui quelli che si somigliano sono sepolti insieme,
e i diversi sepolcri infuocate in modo diverso.”
E dopo aver voltato verso destra,

passammo tra i dannati e le alte mura di Dite.

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