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Testo del canto 41 (XLI) del poema Orlando Furioso

40
Qui consiste il ben vostro; né consiglio
altro potete prender, che vi vaglia;
e men di tutti gli altri, se col figlio
di Milon vi mettete alla battaglia;
che ‘l guadagno del vincere al periglio
de la perdita grande non si agguaglia.
Vincendo voi, poco acquistar potete;
ma non perder già poco, se perdete.

41
Quando uccidiate Orlando, e noi venuti
qui per morire o vincere con lui,
io non veggo per questo che i perduti
domini a racquistar s’abbian per vui.
Né dovete sperar che sì si muti
lo stato de le cose, morti nui,
ch’uomini a Carlo manchino da porre
quivi a guardar fin all’estrema torre. –

42
Così parlava Brandimarte, ed era
per suggiungere ancor molte altre cose;
ma fu con voce irata e faccia altiera
dal pagano interrotto, che rispose:
– Temerità per certo e pazzia vera
è la tua, e di qualunque che si pose
a consigliar mai cosa o buona o ria,
ove chiamato a consigliar non sia.

43
E che ‘l consiglio che mi dai, proceda
da ben che m’hai voluto e vuommi ancora,
io non so, a dire il ver, come io tel creda,
quando qui con Orlando ti veggo ora.
Crederò ben, tu che ti vedi in preda
di quel dragon che l’anime devora,
che brami teco nel dolore eterno
tutto ‘l mondo poter trarre all’inferno.

44
Ch’io vinca o perda, o debba nel mio regno
tornare antiquo, o sempre starne in bando,
in mente sua n’ha Dio fatto disegno,
il qual né io, né tu, né vede Orlando.
Sia quel che vuol, non potrà ad atto indegno
di re inchinarmi mai timor nefando.
S’io fossi certo di morir, vo’ morto
prima restar, ch’al sangue mio far torto.

45
Or ti puoi ritornar; che se migliore
non sei dimani in questo campo armato,
che tu mi sia paruto oggi oratore,
mal troverassi Orlando accompagnato. –
Queste ultime parole usciron fuore
del petto acceso d’Agramante irato.
Ritornò l’uno e l’altro, e ripososse,
fin che del mare il giorno uscito fosse.

46
Nel biancheggiar de la nuova alba armati,
e in un momento fur tutti a cavallo.
Pochi sermon si son tra loro usati:
non vi fu indugio, non vi fu intervallo,
che i ferri de le lance hanno abbassati.
Ma mi parria, Signor, far troppo fallo,
se, per voler di costor dir, lasciassi
tanto Ruggier nel mar, che v’affogassi.

47
Il giovinetto con piedi e con braccia
percotendo venìa l’orribil onde.
Il vento e la tempesta gli minaccia;
ma più la coscienza lo confonde.
Teme che Cristo ora vendetta faccia;
che, poi che battezzar ne l’acque monde,
quando ebbe tempo, sì poco gli calse,
or si battezzi in queste amare e salse.

48
Gli ritornano a mente le promesse
che tante volte alla sua donna fece;
quel che giurato avea quando si messe
contra Rinaldo, e nulla satisfece.
A Dio, ch’ivi punir non lo volesse,
pentito disse quattro volte e diece;
e fece voto di core e di fede
d’esser cristian, se ponea in terra il piede:

49
e mai più non pigliar spada né lancia
contra ai fedeli in aiuto de’ Mori;
ma che ritorneria subito in Francia,
e a Carlo renderia debiti onori;
né Bradamante più terrebbe a ciancia,
e verria a fine onesto dei suo’ amori.
Miracol fu, che sentì al fin del voto
crescersi forza e agevolarsi il nuoto.

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