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Testo del canto 35 (XXXV) del poema Orlando Furioso

50
Ella si volta, e contra l’abbattuto
pagan ritorna; e con leggiadro motto:
– Or puoi (disse) veder chi abbia perduto,
e a chi di noi tocchi di star di sotto. –
Di maraviglia il pagan resta muto,
ch’una donna a cader l’abbia condotto;
e far risposta non poté o non volle,
e fu come uom pien di stupore e folle.

51
Di terra si levò tacito e mesto;
e poi ch’andato fu quattro o sei passi,
lo scudo e l’elmo, e de l’altre arme il resto
tutto si trasse, e gittò contra i sassi;
e solo e a piè fu a dileguarsi presto:
non che commission prima non lassi
a un suo scudier, che vada a far l’effetto
dei prigion suoi, secondo che fu detto.

52
Partissi; e nulla poi più se n’intese,
se non che stava in una grotta scura.
Intanto Bradamante avea sospese
di costui l’arme all’alta sepoltura,
e fattone levar tutto l’arnese,
il qual dei cavallieri, alla scrittura,
conobbe de la corte esser di Carlo;
non levò il resto, e non lasciò levarlo.

53
Oltr’a quel del figliuol di Monodante,
v’è quel di Sansonetto e d’Oliviero,
che per trovare il principe d’Anglante,
quivi condusse il più dritto sentiero.
Quivi fur presi, e furo il giorno inante
mandati via dal Saracino altiero.
Di questi l’arme fe’ la donna torre
da l’alta mole, e chiuder ne la torre.

54
Tutte l’altre lasciò pender dai sassi,
che fur spogliate ai cavallier pagani.
V’eran l’arme d’un re, del quale i passi
per Frontalatte mal fur spesi e vani:
io dico l’arme del re de’ Circassi,
che dopo lungo errar per colli e piani,
venne quivi a lasciar l’altro destriero;
e poi senz’arme andossene leggiero.

55
S’era partito disarmato e a piede
quel re pagan dal periglioso ponte,
sì come gli altri ch’eran di sua fede,
partir da sé lasciava Rodomonte.
Ma di tornar più al campo non gli diede
il cor; ch’ivi apparir non avria fronte:
che per quel che vantossi, troppo scorno
gli saria farvi in tal guisa ritorno.

56
Di pur cercar nuovo desir lo prese
colei che sol avea fissa nel core.
Fu l’aventura sua, che tosto intese
(io non vi saprei dir chi ne fu autore)
ch’ella tornava verso il suo paese:
onde esso, come il punge e sprona Amore,
dietro alla pesta subito si pone.
Ma tornar voglio alla figlia d’Amone.

57
Poi che narrato ebbe con altro scritto
come da lei fu liberato il passo;
a Fiordiligi ch’avea il core afflitto,
e tenea il viso lacrimoso e basso,
domandò umanamente ov’ella dritto
volea che fosse, indi partendo, il passo.
Rispose Fiordiligi: – Il mio camino
vo’ che sia in Arli al campo saracino,

58
ove navilio e buona compagnia
spero trovar da gir ne l’altro lito.
Mai non mi fermerò fin ch’io non sia
venuta al mio signore e mio marito.
Voglio tentar, perché in prigion non stia,
più modi e più; che se mi vien fallito
questo che Rodomonte t’ha promesso,
ne voglio avere uno ed un altro appresso. –

59
– Io m’offerisco (disse Bradamante)
d’accompagnarti un pezzo de la strada,
tanto che tu ti vegga Arli davante,
ove per amor mio vo’ che tu vada
a trovar quel Ruggier del re Agramante,
che del suo nome ha piena ogni contrada;
e che gli rendi questo buon destriero,
onde abbattuto ho il Saracino altiero.

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