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Riassunto canto 46 (XLVI) del poema Orlando Furioso

L’ultimo giorno dei festeggiamenti, nel momento del banchetto, dalla campagna si vede arrivare a cavallo un cavaliere vestito completamente di nero. Si tratta di Rodomonte. Il feroce guerriero, dopo che Bradamante gli aveva tolto le armi, aveva vissuto come un eremita per un anno, un mese ed un giorno, e terminata la sua punizione, subito si era poi riarmato ed avviato verso Parigi.
Rodomonte sfida Ruggiero a duello, dicendogli di voler dimostrare con le armi, di fronte a tutti, la sua infedeltà verso Agramante. Il cavaliere cristiano accetta subito la sfida dicendo di essere disposto a combattere contro chiunque lo chiami traditore.
Ruggiero indossa la corazza di Ettore e si mette al fianco la sua famosa spada Balisarda. La battaglia ha inizio.

Al primo scontro le lance vanno in mille pezzi ed i cavalli finiscono a terra. I cavalieri fanno rialzare i destrieri, impugnano le spade e subito tornano a combattere.
Il guerriero pagano non ha indosso la sua corazza realizzata con scaglie invulnerabili di drago, avendola lasciata appesa al monumento funebre in onore di Zerbino ed Isabella. In ogni caso, nessuna armatura incantata avrebbe potuto resistere alla spada Balisarda e Ruggiero riesce così in poco tempo a ferire in più punti l’avversario.
Rodomonte si accende d’ira, lancia lo scudo, impugna la propria spada con entrambe le mani e la scaglia con tutta la sua forza sulla testa dell’avversario. Ruggiero rimane stordito dal colpo ed il pagano ne approfitta per portare a segno anche un secondo ed un terzo colpo. Le spada di Rodomonte va infine in mille pezzi.
Il guerriero pagano rimane disarmato ma non per questo si ferma, afferra per il collo il cristiano e lo butta a terra. Ruggiero subito si rialza e torna a ferire l’avversario con la spada per poi farlo cadere da cavallo.
Rodomonte riesce infine a scagliarsi sull’avversario, ma è indebolito dalle ferite e Ruggiero è troppo abile nel combattimento corpo a corpo. Il valoroso cavaliere cristiano riesce infine a immobilizzare a terra l’avversario, tenendogli un pugnale puntato contro gli occhi.
Ruggiero chiede all’avversario di arrendersi. Il pagano, che teme di più il disonore della morte, non smette però di dibattersi, finché riesce a liberare un braccio e ad afferrare il proprio pugnale con l’intenzione di ferire il cristiano.
Ruggiero non esita oltre ed uccide Rodomonte.

PRO BONO MALUM – il male in cambio del bene

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