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RICHIAMO ALL’OBBLIGO di Luigi Pirandello | Testo

Si alzò, e si mise a passeggiare per la camera, col testone sul petto e le mani dietro la schiena.
– E ora… che fa? – domandò timidamente Luca.
Il Currao seguitò a passeggiare, come se non avesse udito la domanda.
– Non sai dov’è?
Il Currao si fermò davanti al lume:
– Fa la puttana! – disse. – Non consumiamo petrolio inutilmente! Lavati, se lo credi proprio necessario. E usciamo. Non vuoi cenare?
– No… – rispose Luca. – Ho desinato a Napoli piuttosto bene.
– Non ci credo.
– Parola d’onore. Di’ un po’, come ti sembro?
– Compassionevole, amico Pelletta!
– No, dico! ti pare che stia male in faccia?
– No: ancora non pare, – fece Santi.
– Eh sì, – affermò Luca – è un fatto che, a me, il mangiar poco mi conferisce. Ma forse sono un po’ troppo pallido questa sera, no?
– Sei pallido, perché sei povero! – raffibbiò il Currao. – Via, usciamo! Tu vuoi certo vedere il Colosseo al lume di luna.
Luca accettò con entusiasmo la proposta, e s’avviarono in silenzio.
Davanti alla soglia di casa, il Pelletta trattenne per un braccio l’amico, poi gli batté la spalla con una mano e gli disse, socchiudendo gli occhi:
– Santi, risorgeremo! lascia fare a me!
– Statti quieto… – brontolò il Currao.
E tutti e due si perdettero nell’ombra.

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