Footer menù

NOTIZIE DEL MONDO di Luigi Pirandello | Testo

– Io la ringrazio, signor Tommaso, e me le dichiaro gratissima per tutta la vita. Ma i suoi beneficii non posso più accettarli… Ci pensi, e m’intenderà… Per ora non mi sento in grado di dirle altro… Ne riparleremo, se non le dispiace, un’altra volta.
Sono rimasto stordito, Momino, come se mi avessero dato una gran legnata tra capo e collo. Tua moglie s’è alzata, ed è scappata via per nascondermi un nuovo scoppio di pianto.
Ho guardato il signor Postella, che mi ricambiò lo sguardo con aria di trionfo, come se volesse dire: «Vede che i termini della lettera erano proprio di lei?». Poi ha chiuso gli occhi ed ha aperto di nuovo le braccia, ma con un’altra espressione, stringendosi nelle spalle, come per significare:
«È fatta così! Bisogna compatirla…»
Secondo sospirone di tua cognata.
Stavo per prendere il cappello e il parapioggia, quando il signor Postella con la mano mi fece segno d’attendere, misteriosamente. Andò nella camera che è già divenuta sua e, poco dopo, ritornò con una scatolina in mano, nella quale ho veduto i tuoi tre anelli, l’orologio d’oro con la catena, due spille e la tabacchiera d’argento.
– Signor Aversa, se per caso volesse qualche ricordo dell’amico…
– Oh, grazie, non s’incomodi! – mi sono affrettato a dirgli. – Caro signor Postella, non ne ho bisogno.
– Intendo benissimo… Ma sa, siccome fa sempre piacere possedere qualche oggetto appartenuto a una persona cara, credo che…
– Grazie, grazie, no: vada a riporli, signor Postella.
– Se lo fa per Giulia, – ha insistito tuo cognato – le faccio notare che, essendo oggetti da uomo, credo che… Guardi, prenda l’orologio…
– Ma se non vuol nulla!… – si arrischiò di sospirare a questo punto Postella moglie.
– Tu non t’immischiare! – le diede subito su la voce il marito. – Il signor Tommaso lo fa per cerimonia. L’orologio solo, via… se lo prenda…
– Permetti? – riprese con timidezza la moglie. – Codesto orologio, Casimiro mio, al povero Momo lo aveva regalato appunto il signor Tommaso, quando tornò dal suo viaggio in Isvizzera…
– Ah sì? – fece il signor Postella rivolto a me, quasi con stupore, e mi parve che l’istinto predace gli sfavillasse negli occhi. – Ah sì? Scusi, e allora mi spieghi: sente che rumore fa?
E m’è toccato, Momino, di spiegargli il congegno del tuo orologio automatico: il martelletto che balza col moto della persona e carica così la macchina senza bisogno d’altra corda, ecc. ecc. Ti risparmio le frasi ammirative del signor Postella.
L’orso sogna pere, Momino: e di qui a qualche mese (e forse meno) se per caso ti venisse in mente di saper che ora è, va’ a domandarlo a tuo cognato, va’.
Ti avverto intanto che è mezzanotte, col mio.

IV
Come ti senti, Momino?
Di’ la verità: tu ti devi sentir male. Abbiamo tratto oggi dal loculo N. 51 al Pincetto la tua cassa per allogarla definitivamente in una modesta tomba che ti ho fatto costruire a mie spese per rimediare al primo errore di tua moglie, e che spettacolo, Momino! che spettacolo! L’ho ancora davanti agli occhi e non me lo posso levare.
Dissero i portantini che non ne avevano veduto mai uno simile; e trattarono quella tua cassa come una cosa molto pericolosa, non solo per loro, ma anche per noi che assistevamo alla cerimonia, voglio dire tua moglie, io, e i coniugi Postella che erano venuti con lei.
Pericolosa, Momino, perché, sai? quella tua cassa di zinco s’era tutta così enormemente gonfiata e deformata, che da un momento all’altro, Dio liberi, avrebbe potuto scoppiare.
I portantini spiegarono naturalmente il fenomeno, attribuendolo cioè a uno straordinario sviluppo di gas. Ma dalla fretta con cui il signor Postella accolse questa spiegazione per vincere lo sbigottimento da cui tutti a quella vista fummo invasi, mi sorse all’improvviso il sospetto che, oscuramente, dalla prima impressione di quella tua cassa così gonfiata un rimorso gli fosse nato, che non al gas, ma a ben altro si dovesse attribuire la causa di quella tua enorme gonfiatura.

Comments are closed.
contatore accessi web