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LO SCALDINO di Luigi Pirandello | Testo

La donna non rispose, né si mosse. Forse piangeva. Come una sfumatura di suono, titillante, dal fondo di via Volturno s’intese nel silenzio una mandolinata, che s’avvicinava di punto in punto, ma che poi, a un tratto, tornò a perdersi man mano, smorendo, in lontananza.
– Lasciamelo aspettare qua, ti prego, – riprese, poco dopo, la donna, cupamente.
– Ma aspettare, chi? – domandò di nuovo Papa–re.
Lui, te l’ho detto: Cesare. È là, nel caffè. L’ho veduto dalla vetrata.
E tu va a raggiungerlo, se sai che è là! Che vuoi da me?
– Non posso, con la pupa. Mi ha abbandonata! là con un’altra. E sai con chi? Con Mignon, già! con la celebre Mign… già, che comincerà a cantare domani sera. La presenta lui, figurati! Le ha fatto insegnare le canzonette dal maestro, a un tanto all’ora. Sono venuta per dirgli due paroline, appena esce. A lui e a lei. Lasciami star qua. Che male ti faccio? Ti tengo anzi piú caldo, Papa–re. Fuori, con questo freddo, la povera creatura mia… Tanto, ci vorrà poco: una mezz’oretta sì e no. Via, sii buono, Papa–re! Rimettiti a sedere e riprenditi la bimba su le ginocchia. Qua sotto non la posso tenere. Starete piú caldi tutti e due. Dorme, povera creatura, e non dà fastidio.
Papa–re si rimise a sedere e si riprese la bimba sulle ginocchia, borbottando:
– Oh guarda un po’ che altro scaldino son venuto a trovare io qua, stanotte. Ma che gli vuoi dire?
– Niente. Due parole, – ripeté quella.
Tacquero per un buon pezzo. Dalla prossima stazione giungeva il fischio lamentoso di qualche treno in arrivo o in partenza. Passava per la vasta piazza deserta qualche cane randagio. Laggiú, imbacuccate, due guardie notturne. Nel silenzio, si sentivano perfino ronzare le lampade elettriche.
– Tu hai una nipotina, è vero, Papa–re? – domandò la donna, riscotendosi con un sospiro.
– Nena, sì.
– Senza mamma?
– Senza.
– Guarda la mia figliuola. Non è bella?
Papa–re non rispose.
– Non è bella? – insistette la donna – Ora, che ne sarà di lei, povera creatura mia? Ma così… così non posso piú stare. Qualcuno dovrà pure averne pietà. Tu capisci che non trovo da lavorare, con lei in braccio. Dove la lascio? E poi, sì! chi mi prende? Neanche per serva mi vogliono.

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