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LA SIGNORA FROLA E IL SIGNOR PONZA, SUO GENERO di Luigi Pirandello | Testo e riassunto

– E intanto, – conclude con un sospiro che su le labbra le s’atteggia in un dolce mestissimo sorriso, – intanto la povera figliuola mia deve fingere di non esser lei, ma un’altra, e anch’io sono obbligata a fingermi pazza credendo che la mia figliuola sia ancora viva. Mi costa poco, grazie a Dio, perché è là, la mia figliuola, sana e piena di vita; la vedo, le parlo; ma sono condannata a non poter convivere con lei, e anche a vederla e a parlarle da lontano, perché egli possa credere, o fingere di credere che la mia figliuola, Dio liberi, è morta e che questa che ha con sé è una seconda moglie. Ma torno a dire, che importa se con questo siamo riusciti a ridare la pace a tutti e due? So che la mia figliuola è adorata, contenta; la vedo; le parlo; e mi rassegno per amore di lei e di lui a vivere così e a passare anche per pazza, signora mia, pazienza…
Dico, non vi sembra che a Valdana ci sia proprio da restare a bocca aperta, a guardarci tutti negli occhi, come insensati? A chi credere dei due? Chi è il pazzo? Dov’è la realtà? dove il fantasma?
Lo potrebbe dire la moglie del signor Ponza. Ma non c’è da fidarsi se, davanti a lui, costei dice d’esser seconda moglie; come non c’è da fidarsi se, davanti alla signora Frola, conferma d’esserne la figliuola. Si dovrebbe prenderla a parte e farle dire a quattr’occhi la verità. Non è possibile. Il signor Ponza – sia o no lui il pazzo – è realmente gelosissimo e non lascia vedere la moglie a nessuno. La tiene lassù, come in prigione, sotto chiave; e questo fatto è senza dubbio in favore della signora Frola; ma il signor Ponza dice che è costretto a far così, e che sua moglie stessa anzi glielo impone, per paura che la signora Frola non le entri in casa all’improvviso. Può essere una scusa. Sta anche di fatto che il signor Ponza non tiene neanche una serva in casa. Dice che lo fa per risparmio, obbligato com’è a pagar l’affitto di due case; e si sobbarca intanto a farsi da sé la spesa giornaliera, e la moglie, che a suo dire non è la figlia della signora Frola, si sobbarca anche lei per pietà di questa, cioè d’una povera vecchia che fu suocera di suo marito, a badare a tutte le faccende di casa, anche alle più umili, privandosi dell’ajuto di una serva. Sembra a tutti un po’ troppo. Ma è anche vero che questo stato di cose, se non con la pietà, può spiegarsi con la gelosia di lui.
Intanto, il signor Prefetto di Valdana s’è contentato della dichiarazione del signor Ponza. Ma certo l’aspetto e in gran parte la condotta di costui non depongono in suo favore, almeno per le signore di Valdana più propense tutte quante a prestar fede alla signora Frola. Questa, difatti, viene premurosa a mostrar loro le letterine affettuose che le cala giù col panierino la figliuola, e anche tant’altri privati documenti, a cui però il signor Ponza toglie ogni credito, dicendo che le sono stati rilasciati per confortare il pietoso inganno.
Certo è questo, a ogni modo: che dimostrano tutt’e due, l’uno per l’altra, un meraviglioso spirito di sacrifizio, commoventissimo; e che ciascuno ha per la presunta pazzia dell’altro la considerazione più squisitamente pietosa. Ragionano tutt’e due a meraviglia; tanto che a Valdana non sarebbe mai venuto in mente a nessuno di dire che l’uno dei due era pazzo, se non l’avessero detto loro: il signor Ponza della signora Frola, e la signora Frola del signor Ponza.
La signora Frola va spesso a trovare il genero alla prefettura per aver da lui qualche consiglio, o lo aspetta all’uscita per farsi accompagnare in qualche compera: e spessissimo, dal canto suo, nelle ore libere e ogni sera il signor Ponza va a trovare la signora Frola nel quartierino mobigliato; e ogni qual volta per caso l’uno s’imbatte nell’altra per via, subito con la massima cordialità si mettono insieme; egli le dà la destra e, se stanca, le porge il braccio, e vanno così, insieme, tra il dispetto aggrondato e lo stupore e la costernazione della gente che li studia, li squadra, li spia e, niente!, non riesce ancora in nessun modo a comprendere quale sia il pazzo dei due, dove sia il fantasma, dove la realtà.


Riassunto:
Il signor Ponza si è trasferito da poco in Valdana per svolgere il suo lavoro di segretario di prefettura. L’uomo non suscita mai al primo impatto molta simpatia a causa dei suoi occhietti neri e duri, cosa che riesce invece molto bene a sua suocera, la signora Frola.

Per lei il signor Ponza ha preso una seconda casa in paese e la cosa suscita perplessità nei paesani in quanto non capiscono come mai la suocera non possa vivere con lui e la moglie, la figlia di lei di nome Tildina. La premura mostrata del genero nel prenderle casa così da poterle permettere di seguire la figlia contrasta con la decisione di non farla vivere con loro.

I due protagonisti dal canto loro non fanno di certo nemmeno finta di voler smorzare tale perplessità, perché ognuno spiega la decisione in un modo che è contrario a quello dell’altro.

Il signor Ponza spiega ai concittadini che non è per gelosia, anche se lui è molto possessivo, che la signora Flora non vede la figlia. Secondo  il genero, la suocera è impazzita da quando la figlia è morta quattro anni prima. Si rifiuta di accettarne la morte e si è creata questa fantasia secondo la quale lui non le voglia far vedere la figlia, per non dover affrontare il dolore della perdita. La donna che ora vive con lui è fatti la sua seconda moglie ed insieme, per amore della signora, assecondano questa sua follia.

La signora Flora sostiene invece un altra realtà e cioè che il pazzo sia suo genero che crede che la moglie sia morta quattro anni prima. La donna spiega che tempo addietro, a causa dell’eccessiva gelosia del signor Ponza, sua figlia Tildina si era trovata in una situazione di estremo disagio e per questo motivo l’avevano dovuta sottrarre di nascosto dal marito e condurre in una casa di salute dove rimase per un anno. Il marito credette di averla perduta per sempre e quando infine, dopo un anno, gliela riportarono, piena di salute, non la riconobbe e così dovettero organizzare delle seconde nozze che ebbero il potere di ridargli l’equilibrio mentale perduto. Ora, a causa di quel trauma, non permette a nessuno di avvicinarsi alla moglie per paura di perdere nuovamente la sua amata.

A questo punto i paesani non sanno che pensare e non capiscono chi dei due sia il matto. Vorrebbero avere spiegazioni alla moglie, ma questa non si fa trovare mai sola e mostra inoltre essa stessa un comportamento ambiguo: quando è accompagnata dal marito conferma la storia di lui e la storia di lei quando invece è insieme alla signora Flora. Di fatto però tutti e tre dimostrano di volersi un gran bene perché a ogni modo si sacrificano molto l’uno per l’altro, e il genero e la suocera appena possono s’incontrano e passeggiano insieme, tra la grande costernazione delle persone che ancora cercano di capire chi sia il pazzo e quale sia la realtà.

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