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Parafrasi COMPLETA canto 7 (VII) del poema Orlando Furioso

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Gliela fece odiare tanto quanto
prima l’amava: e non vi sembri cosa strana,
dal momento che l’amore provato per Alcina era imposto da un incantesimo,
che ora, avendo l’anello al dito, veniva annullato.
L’anello rese anche evidente che tutto ciò che di
bello aveva Alcina era completamente falso:
tutto falso, estraneo a lei, non suo, dal piede fino alla punta della treccia;
sparì la bellezza e rimase solo la feccia.

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Come un fanciullo che lascia in giro un frutto maturo
e poi si scorda dove lo ha messo;
dopo molti giorni ricapita
in quel punto e per caso ritrova ciò che aveva lasciato,
e si sorprende di vederlo completamente
marcito e guasto, non nella condizione in cui l’aveva lasciato;
e mentre prima era solito amarlo ed averlo caro,
adesso lo disprezza, ne ha schifo e lo getta via:

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allo stesso modo Ruggiero, dopo che Melissa fece in modo
che potesse tornare a vedere la maga Alcina,
con quell’anello dinnanzi a cui non è possibile,
quando viene infilato al dito, usare incantesimi,
ritrova, contro ogni sua aspettativa, invece
della bella donna che aveva lasciato poco prima,
una donna tanto orribile che su tutta la terra
non ne esisteva una più brutta e più vecchia di lei.

73
Pallido, rugoso e smunto era
il viso di Alcina, pochi e bianchi i suoi capelli,
di statura non raggiungeva sei palmi di altezza:
ogni dente della bocca era già caduto;
più di Ecuba, più della sibilla Cumana
e più di chiunque altro aveva vissuto, non aveva eguali per età.
ma tanto abilmente sapeva usare le arti magiche, sconosciute al nostro tempo,
da riuscire ad apparire bella e giovane.

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Appariva bella e giovane grazie agli incantesimi,
tanto che molti altri uomini aveva ingannato, così come fece con Ruggiero;
ma l’anello giunse ora a rivelare la verità, il suo vero aspetto,
che per molti anni era stato nascosto dietro ad un incantesimo.
Non è quindi un miracolo il fatto che si allontanò
dall’animo di Ruggiero ogni possibile pensiero
che aveva di amare Alcina, adesso che se la trova davanti
in una condizione in cui nessun suo inganno può venirle in aiuto.

75
Ma come lo aveva avvertito di fare Melissa, rimase
senza far trasparire le proprie emozioni,
finché con le sue armi, abbandonate e dimenticate per più giorni,
non si fu vestito da capo a piedi;
e per far sì che ad Alcina non facessero sorgere sospetti,
finse di voler vedere se con esse addosso potesse risultare aitante, desiderabile,
finse di voler vedere se gli andavano ancora bene, se non era ingrassato,
dopo alcuni giorni in cui non le aveva mai avuto indosso.

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Si mise quindi al fianco Balisarda
(questo era il nome della sua spada magica, fabbricata per uccidere Orlando);
e prese anche lo scudo magico di Atlante,
che non solo era in grado di abbagliare gli occhi,
ma faceva anche venir meno l’anima, tanto
che poteva sembrare essersi staccata dal corpo.
Lo prese e, con il drappo di seta in cui l’aveva trovato
completamente avvolto, se lo mise al collo.

77
Andò nella stalla e fece mettere briglia e sella
ad un destriero più nero della pece:
questo gli aveva detto di fare Melissa; poiché lei sapeva
quanto quel cavallo, che nella corsa sfiorava il terreno, fosse veloce.
Chi conosceva quel cavallo lo chiamava Rabican;
ed è proprio quel cavallo che insieme ad Astolfo,
che ora, trasformato in pianta, è oggetto di gioco da parte del vento in riva al mare,
fu portato in quel luogo da una luce abbagliante..

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Poteva allo stesso modo scegliere e prendere l’Ippogrifo,
che stava legato vicino a Rabican;
ma la maga gli aveva detto: “Ricordati bene
che l’Ippogrifo è (come ben sai) troppo disubbidiente al freno.”
E gli promise quindi che il giorno seguente
l’avrebbe liberato da quella condizione, l’avrebbe portato via dall’isola di Alcina,
per portarlo là dove sarebbe stato poi comodamente istruito
su come governarlo con il freno e condurlo quindi in ogni luogo.

79
Non avrebbe fatto così sorgere alcun sospetto, non prendendo l’Ippogrifo,
che stava progettando quella fuga segreta.
Ruggiero fece tutto quello che Melissa aveva voluto, poiché
le sue parole gli giravano continuamente per la testa, come se lei fosse, invisibile, al suo fianco.
Facendo così finta, abbandonò infine il lussurioso e fiacco
palazzo di quella vecchia meretrice;
e si avvicinò quindi ad una porta
dalla quale partiva la via che l’avrebbe portato da Logistilla.

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