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Parafrasi COMPLETA canto 7 (VII) del poema Orlando Furioso

60
Se non ti smuove da questa situazione il tuo amor proprio,
né le opere eccelse che ti sono state destinate dal cielo,
perché però privi ingiustamente i tuoi discendenti
di tutto quel bene che più di mille volte io ti ho predetto?
Deh, perché lasci sterile, chiuso, il ventre di Bradamante,
nel quale il cielo vuole che sia da te concepita
la prole, destinata a gloria certa ed a poteri sovraumani,
che è destinata ad essere per il mondo una luce guida più chiara di quella del sole?

61
Non impedire che le anime più nobili,
tra quelle che sono state create nelle idee eterne,
possano ricevere un corpo umano, di generazione in generazione,
dal quella stirpe che deve avere in te il suo principio!
Non impedire, con il tuo comportamento, i trionfi e le vittorie
grazie alle quali, dopo aver subito duri danni e tristi ferite,
i tuoi figli, i tuoi nipoti ed i loro successori
faranno tornare l’Italia allo splendore iniziale!

62
Non che a spingerti ad abbandonare la corte di Alcina
dovessero essere necessario tutte queste nobili anime,
che oneste, famose, nobili, sempre vittoriose e sante
sono destinate a fiorire dal tuo albero fecondo, a discendere dalla tua stirpe;
ma dovrebbero bastarti solo due di loro:
il cardinale Ippolito e suo fratello, Alfonso d’Este; che come loro, pochi il mondo
ne ha visti fino ai giorni d’oggi,
qualunque sia il grado di virtù che si voglia prendere in considerazione.

63
Ero solito raccontarti più di queste due anime
di quanto facessi con tutte le altre messe insieme;
in quanto essi otterranno i gradi più alti,
di qualunque altro tuo discendente, nelle virtù più illustri;
in quanto quando ti parlavo di loro vedevo che prestavi
maggiore attenzione, più di quanta ne mostravi per qualunque altro tuo discendente:
Vedevo che gioivi, godevi, del fatto che simili eroi
dovessero essere tuoi nipoti.

64
Che cosa ha questa donna, che hai fatto tua regina,
che non abbiano mille altre meretrici?
Questa donna è un concubina di molti uomini,
e sai molto bene quanto sia in grado di soddisfarli.
Ma affinché tu ti possa rendere veramente conto di chi sia Alcina,
rimovendo i suoi inganni ed i suoi incantesimi,
tieni al dito questo anello e torna da lei,
così che potrai vedere quanto sia bella nella realtà.”

65
Ruggiero rimaneva muto e vergognoso
guardando a terra a testa bassa, senza sapere bene cosa dire;
la maga gli mise al dito mignolo
l’anello magico e lo fece subito rinsavire.
Non appena Ruggiero tornò in sé,
si vide assalire da una senso di umiliazione, di vergogna, tale
che avrebbe voluto trovarsi sottoterra
piuttosto che poter essere visto da qualcuno in faccia.

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Al suo aspetto originale, in un solo instante,
la maga ritornò mentre continuava a parlare a Ruggiero;
non aveva più bisogno di assumere le sembianze del mago Atlante,
avendo ormai raggiunto lo scopo per il quale era andata lì.
Per dirvi ora ciò che prima non vi ho detto,
è Melissa il nome di questa maga,
che diede a Ruggiero, mostrando le proprie sembianze, l’immagine reale di sé stessa,
e gli disse anche per quale scopo era venuta da lui;

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gli disse che era stata mandata da quella donna, che, piena d’amore per lui,
continuava a desiderarlo e non poteva ormai più stare senza di lui,
con l’obiettivo di liberarlo da quella catena
con cui lo cinse la forza dell’incantesimo:
ed aveva quindi assunto le sembianze del mago Atlante
per poter essere da lui più facilmente creduta.
Ma adesso che lo ha fatto ormai rinsavire,
gli vuole rivelare e far sì che veda tutte le cose nella loro veste reale.

68
“Quella donna nobile che tanto ti ama,
quella che sarebbe degna di essere da te amata,
alla quale, se ti è possibile ricordarlo, tu sai bene quanto
debba la tua libertà, quanto sia in debito con lei  la tua libertà, da lei salvata;
questo anello, che pone rimedio ad ogni incantesimo, rendendolo vano,
ti manda: ed allo stesso modo ti avrebbe mandato anche il suo cuore,
se il suo cuore avesse avuto il potere,
quanto ne ha l’anello, necessario alla tua salvezza.”

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Melissa proseguì quindi raccontandogli dell’amore
che Bradamante ha nutrito e nutre ancora nei suoi confronti;
lodò quindi anche il suo valore,
come è giusto che sia se si vuol dire il vero e per affetto nei confronti di lei;
ed usò con Ruggiero i modi e le parole migliori
che convengano ad un messaggero avveduto, astuto e cauto:
e fece sì che Ruggiero provasse nei confronti di Alcina un odio tale,
che solo per le cose più orribili si è soliti provarlo.

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